Treno Roma-Lido, in ritardo di vent'anni.
Quasi trenta chilometri per più di 300mila abitanti, questa è la ferrovia Roma-Lido, costruita negli Anni 20 e ampliata poco per volta nei decenni successivi, lentamente, quasi una traversina per volta. Collega il mare con la piramide; Ostia, quartiere di Roma sulla spiaggia, con il centro della capitale. Oggi è l'ancora di salvezza di un immenso territorio che conta più residenti di Latina e Viterbo messe insieme. L'alternativa al treno sarebbe prendere l'auto e mettersi in coda già sotto casa su una delle due strade sempre intasate che costeggiano la ferrovia: l'Ostiense-via del mare e la Cristoforo Colombo. Meglio stivarsi come birilli dentro i vagoni fatiscenti che rimanere bloccati in macchina un'ora e rotti. Sperando che tutto fili liscio, perché la linea è antiquata, i lavori di ammodernamento sempre in ritardo di decenni rispetto alla crescente domanda del territorio, una linea non strutturata per sopportare un treno ogni quarto d'ora nelle ore di punta, inoltre la manutenzione ordinaria è insufficiente e ci sono solo 12 treni disponibili.
E così spesso qualcosa si rompe, e quando succede, 2-3 volte al mese di media, scatta l'odissea quotidiana. Scarse o nessuna informazione, bus sostitutivi presi d'assalto, malori, urla, vecchietti travolti dalla massa, autobus insufficienti che arrivano quando possono, ritardi in ufficio anche di un'ora; qualcuno preferisce prendersi un giorno di ferie pur di salvare la salute o la dignità. Scene normali di sopravvivenza urbana, a Roma, nella capitale della settima potenza mondiale, nell'occidente che esporta civiltà nel resto del pianeta. Eppure qualcosa si muove, il cittadino italiano ha capito che aspettarsi una regalia dalle autorità è un'illusione, le persone cominciano ad organizzarsi, sorgono i comitati come quello dei Pendolari Roma-Ostia e delle altre ferrovie romane, si creano assemblee permanenti di cittadini dei quartieri a rischio alluvione, i genitori esclusi dagli asili comunali si riuniscono per lottare insieme. Qualcosa sta succedendo, forse gli italiani hanno capito alla fine, dopo vent'anni di immobilità, che la cosa pubblica li riguarda da vicino e che contro le istituzioni cieche e sorde la nostra sola forza è impegnarci in prima persona, insieme.
Movimento 5 Stelle Roma 13
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