Martedì, 24 Aprile 2012 20:57

a chi (ale)danno le autorizzazioni?

Richiesta di manifestazione da parte di comitati, associazioni e cittadini: iniziativa pubblica per il rispetto del referendum e contro la vendita di ACEA. Piazza del Campidoglio - Sabato 5 maggio 2012

Risposta di Alemanno: Con riferimento alla nota prot. Gabinetto del Sindaco n. RA/25192 del 13 aprile 2012, inerente l'oggetto, si rappresenta che Piazza del Campidoglio è sede istituzionale e, pertanto, non è possibile autorizzarvi questa tipologia di iniziative.
L'occasione è gradita per inviare distinti saluti.

Sede istituzionale. Piazza del Campidoglio. La tipologia "contro la vendita di ACEA", contro la vendita dei Beni Comuni da parte del Sindaco, per una manifestazione a favore della PUBBLICA PROPRIETÀ dei CITTADINI, non va bene. Niet autorizzazione.

Peccato che quando c'erano di mezzo manifestazioni care al Sindaco attuale, di iniziativa PRIVATA a favore dei PARTITI, con tipologia a mano chiusa rivolta verso il ventennio, l'autorizzazione non serviva.

I Cittadini ringraziano lo stesso. Manifesteranno anche per mandarlo a casa. Ovviamente insieme a tutti i partiti. Anche quelli che aspettano le campagne elettorali anticipate per accorgersi della vendita dei beni comuni. Un anno fa, prima del referendum, non sembravano così interessati.
L'occasione è gradita per augurare a tutti coloro una buona estinzione.

Di seguito il comunicato dei richiedenti la manifestazione, a cui diamo volentieri diffusione:
Alle 10.30 di questa mattina circa trenta attivisti hanno invaso pacificamente la sede dei Gruppi Consiliari del Comune di Roma, in Via delle Vergini per chiedere un incontro al capogruppo Pdl di Roma Capitale.

Gli attivisti, del coordinamento cittadino che ha lanciato nelle scorse settimane una grossa campagna dI mobilitazione contro il Bilancio in discussione in Campidoglio – che prevede tra l'altro lo smantellamento dei servizi pubblici locali della città a partire dalla vendita del 21% di Acea – hanno chiesto di incontrare Gramazio per ottenere dall'amministrazione comunale una spiegazione in merito al divieto, imposto dalla giunta e non dalla questura, di far finire il corteo cittadino previsto per il prossimo 5 maggio in piazza del Campidoglio, luogo pubblico e di rilevanza simbolica nella battaglia contro la vendita della città.

Una decisione che di fatto viola il diritto a manifestare e ad esprimere dissenso riconosciuto dal nostro ordinamento costituzionale.

Gli attivisti hanno inoltre richiamato i consiglieri, con megafono, striscioni e bandiere, al rispetto della volontà popolare espressa nel giugno scorso da oltre 1.200.000 cittadine e cittadini romani, che hanno votato a favore della gestione pubblica e contro la privatizzazione dei Servizi pubblici locali a partire dal servizio idrico.

Dopo circa un'ora di attesa il capogruppo Gramazio è giunto presso Via delle Vergini rifiutandosi però, attraverso l'utilizzo di scusanti di vario genere, di riunirsi con la delegazione e sottraendosi ad ogni confronto democratico con i movimenti e le organizzazioni sociali in attesa di essere ricevuti.

Siamo pertanto costretti a denunciare ancora una volta l'atteggiamento di chiusura ad ogni dialettica politica dei rappresentanti istituzionali di maggioranza presso il Comune di Roma, ricordando a questi ultimi che il loro mandato rappresentativo appartiene ai cittadini e che non è in alcun modo sovraordinato – e quindi nella possibilità di controvertire – la volontà popolare espressa in maniera inequivocabile attraverso il risultato del referendum abrogativo del giugno scorso.

Ricordiamo ai cittadini e alle cittadine di questa città che il bilancio attualmente in discussione rappresenta un macigno che sta per abbattersi sul futuro della città e invitiamo tutti a unirsi alla campagna e a partecipare al corteo cittadino che avrà luogo a Roma,

SABATO 5 MAGGIO
Ore 15.00
Concentramento: Piazza Vittorio
www.dilloadalemanno.it

Qui l'evento nel forum del roma5stelle.

Pubblicato in News dal Movimento
Martedì, 27 Marzo 2012 18:22

ROMA DEVE ANDARE AVANTI

Roma deve andare avanti con la partecipazione e nel rispetto della volontà popolare.

La Giunta comunale, espressione del Sindaco Alemanno, ha inserito all'interno dell'approvazione del bilancio la vendita definitiva dei servizi pubblici locali ai privati attraverso la messa sul mercato della maxiholding di cui fanno parte Atac e Ama e la vendita del 21% delle quote di Acea (facendo quindi scendere il Comune al 30%).

Dopo aver utilizzato politicamente il debito ereditato dalle passate amministrazioni e aver ricevuto dal Governo negli ultimi anni diversi contributi "fuori sacco" per Roma Capitale, lo statista delle nevi vuole calpestare la volontà popolare per ripianare buchi nel bilancio corrente e quindi causati, solo per citare l'ultimo caso dei punti verdi qualità, anche da fideiussioni come quella da 400 milioni di euro firmata dal Comune per garantire a tutti i gestori un accesso agevolato al credito.

Il 12 e 13 giugno scorsi, oltre un milione e duecentomila cittadini romani, pari a più del 60% degli aventi diritto al voto (sottolineamo che l'attuale Sindaco è espressione di ben sole 700.000 preferenze) si è espresso attraverso il referendum contro la privatizzazione dei servizi pubblici locali e per una gestione pubblica del servizio idrico in cui non vi sia spazio per il profitto.
L'esito referendario è il risultato di un percorso decennale e di una straordinaria partecipazione politica dal basso. Rappresenta non solo un netto altolà alla recente farsa "tecnica" di ripianare esigenze finanziarie di un sistema ormai palesemente fallimentare, ma soprattutto un passaggio storico dove i cittadini sono tornati a esigere con estrema chiarezza il rispetto dei propri diritti e scelte in direzione dell'interesse collettivo.

Stiamo parlando di una ulteriore mercificazione dei servizi pubblici locali. Stiamo parlando dell'ennesimo proposito eversivo atto a calpestare la democrazia e la partecipazione, a cui, coerentemente con quanto ha sancito la nascita e lo sviluppo del Movimento 5 Stelle, ci opponiamo con la massima determinazione per proporre viceversa una società consapevole, frutto della reale partecipazione di cittadine e cittadini alla gestione della PROPRIA amministrazione pubblica, e che quindi renda concreto il ritiro alla politica partitocratica e clientelare di ogni delega su ciò che a tutte/i ci riguarda in quanto, come l'Acqua, è fonte della nostra VITA.

Pertanto, se ci fosse necessità di ribadirlo, confermiamo l'adesione e partecipiamo con maggiore risolutezza alla mobilitazione cittadina contro la vendita di ACEA e della città di Roma, in difesa dei beni comuni e della democrazia, promossa sul territorio romano dai comitati afferenti all'obiettivo ACQUA BENE COMUNE.

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.

Movimento 5 stelle Roma
Pubblicato in News dal Movimento

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