Comprensorio Casilino
La speculazione edilizia prevista nell'unica area del Comprensorio Casilino sopravvissuta al cemento testimonia l'ennesima volontà del Campidoglio di favorire gli interessi privati a discapito di ogni bene comune della nostra città, in questo caso inestimabili preesistenze archeologiche su 52 ettari di superficie, nonostante le Leggi di tutela e un rapporto verde pubblico per abitante di quasi 1/3 rispetto ai limiti consentiti in uno dei municipi più densi di Roma.
La variante al Piano Particolareggiato che supporta la speculazione edilizia è attualmente ferma nelle stanze del Comune. Questo è stato possibile solo grazie all'impegno dei cittadini dell'Osservatorio Casilino. Le loro attente valutazioni a sostegno del diniego del Consiglio del VI Municipio, e l'ottima iniziativa per qualificare l'area in Ecomuseo, hanno motivato l'incontro con gli attivisti del roma5stelle in cui sono emerse ulteriori analisi e proposte.
Negli ultimi 30 anni l'area è lentamente degradata in discarica abusiva. È una potenziale risorsa che va ben oltre i limiti amministrativi del suo municipio, infatti la sua riqualificazione è da considerarsi una delle principali priorità dell'intero quadrante sud/est di Roma. Di fatto completa il sistema delle aree a verde che, passando per Villa Gordiani, dal Parco di Centocelle si estende fino alla spina compresa fra l'A24 e la ferrovia. Un nuovo Parco Urbano, da un lato collegato al sistema della Caffarella, dall'altro alla Riserva di Tor Cervara.
Date le ramificazioni infrastrutturali già esistenti e la vicinanza con il centro storico, insieme alla Riserva della Valle dei Casali, Villa Doria Pamphili, il Parco del Pineto, la Riserva di Monte Mario, Villa Ada e la Riserva della Valle dell'Aniene, rappresenta un polmone verde in grado di chiudere l'anello della prima Cintura dei Parchi di Roma. Sul piano prettamente locale invece può connettere e integrare i perimetrali quartieri di Colli Aniene, Collatino, Prenestino, Pigneto, Torpignattara, Tuscolano, Cinecittà, Torrespaccata, Alessandrino e Centocelle, fino a risolversi in una centralità ambientale non solo archeologica, ma anche tematica così come proposto dall'Osservatorio.
Come implicita adesione all'iniziativa, la sinergia proposta dal roma5stelle vuole coinvolgere quanti più cittadini possibili per condividerne e portarne a termine il progetto di Parco Ecomuseo nelle rispettive sedi istituzionali del Comune e della Regione tramite i locali portavoce del Movimento 5 Stelle, e di chiunque vorrà rendersi utile allo scopo, nel rispetto delle Leggi esistenti e di quelle maturate e proposte dai Programmi partecipati dalla cittadinanza.
L'obiettivo cardine è rigenerare il primo Bene Comune, le comunità, quelle sinergiche vitalità fra le uniche risorse capaci di farlo, i territori e i relativi abitanti.
Pietro Calabrese - Movimento 5 Stelle alla regione Lazio -
Comprensorio Casilino
La speculazione edilizia prevista nell'unica area del Comprensorio Casilino sopravvissuta al cemento testimonia l'ennesima volontà del Campidoglio di favorire gli interessi privati a discapito di ogni bene comune della nostra città, in questo caso inestimabili preesistenze archeologiche su 52 ettari di superficie, nonostante le Leggi di tutela e un rapporto verde pubblico per abitante di quasi 1/3 rispetto ai limiti consentiti in uno dei municipi più densi di Roma.
La variante al Piano Particolareggiato che supporta la speculazione edilizia è attualmente ferma nelle stanze del Comune. Questo è stato possibile solo grazie all'impegno dei cittadini dell'Osservatorio Casilino. Le loro attente valutazioni a sostegno del diniego del Consiglio del VI Municipio, e l'ottima iniziativa per qualificare l'area in Ecomuseo, hanno motivato l'incontro con gli attivisti del roma5stelle in cui sono emerse ulteriori analisi e proposte.
Negli ultimi 30 anni l'area è lentamente degradata in discarica abusiva. È una potenziale risorsa che va ben oltre i limiti amministrativi del suo municipio, infatti la sua riqualificazione è da considerarsi una delle principali priorità dell'intero quadrante sud/est di Roma. Di fatto completa il sistema delle aree a verde che, passando per Villa Gordiani, dal Parco di Centocelle si estende fino alla spina compresa fra l'A24 e la ferrovia. Un nuovo Parco Urbano, da un lato collegato al sistema della Caffarella, dall'altro alla Riserva di Tor Cervara.
Date le ramificazioni infrastrutturali già esistenti e la vicinanza con il centro storico, insieme alla Riserva della Valle dei Casali, Villa Doria Pamphili, il Parco del Pineto, la Riserva di Monte Mario, Villa Ada e la Riserva della Valle dell'Aniene, rappresenta un polmone verde in grado di chiudere l'anello della prima Cintura dei Parchi di Roma. Sul piano prettamente locale invece può connettere e integrare i perimetrali quartieri di Colli Aniene, Collatino, Prenestino, Pigneto, Torpignattara, Tuscolano, Cinecittà, Torrespaccata, Alessandrino e Centocelle, fino a risolversi in una centralità ambientale non solo archeologica, ma anche tematica così come proposto dall'Osservatorio.
Come implicita adesione all'iniziativa, la sinergia proposta dal roma5stelle vuole coinvolgere quanti più cittadini possibili per condividerne e portarne a termine il progetto di Parco Ecomuseo nelle rispettive sedi istituzionali del Comune e della Regione tramite i locali portavoce del Movimento 5 Stelle, e di chiunque vorrà rendersi utile allo scopo, nel rispetto delle Leggi esistenti e di quelle maturate e proposte dai Programmi partecipati dalla cittadinanza.
L'obiettivo cardine è rigenerare il primo Bene Comune, le comunità, quelle sinergiche vitalità fra le uniche risorse capaci di farlo, i territori e i relativi abitanti.
Pietro Calabrese - Movimento 5 Stelle alla regione Lazio -
Il bastone e la carota (ma non si scherza sulla salute dei cittadini!)
"COORDINAMENTO DEI COMITATI DI ROMA NORD ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. ) - COMUNICATO STAMPA 20 Ottobre 2012
ELETTROSMOG - IL GOVERNO ITALIANO, ADOTTANDO IL METODO DEL BASTONE E LA CAROTA, PEGGIORA DRASTICAMENTE LA NORMATIVA SULLA PROTEZIONE DELLA POPOLAZIONE DAI CAMPI ELETTROMAGNETICI A RADIOFREQUENZA E MICROONDE ATTRAVERSO IL DECRETO-BIS SULLO SVILUPPO ECONOMICO. IN QUESTO MODO SALVERA’ IL FUTURO DELLA RADIO VATICANA E PERMETTERA’ AI GESTORI DELLA TELEFONIA MOBILE DI AUMENTARE FORTEMENTE LE LORO EMISSIONI ELETTROMAGNETICHE ATTRAVERSO L’INSTALLAZIONE DELLE NUOVE RETI DI QUARTA GENERAZIONE (LTE) NEI SITI GIA’ ESISTENTI. CHIEDIAMO ALLE ASSOCIAZIONI E AI COMITATI PER LA TUTELA DELLA SALUTE E DELL’AMBIENTE DI INTERVENIRE IN TUTTE LE POSSIBILI SEDI ISTITUZIONALE AFFINCHE’ QUESTO NUOVO ATTACCO ALLA SALUTE PUBBLICA VENGA BLOCCATO.
Nel decreto legislativo bis sullo sviluppo economico emesso dal governo, all’art. 27, dedicato ai livelli di campo elettromagnetico generati da emittenti radiofoniche e radiotelevisive, da stazioni radio base per la telefonia mobile e da ponti radio, il valore di attenzione e l’obiettivo di qualità di 6 Volt/metro stabiliti dal DPCM 8 luglio 2003 per l’esposizione della popolazione ai campi elettromagnetici generati da quelle sorgenti in tutti i luoghi con permanenza umana non inferiore a 4 ore giornaliere, incluse le pertinenze (ma queste solo nel caso di loro utilizzazione come ambienti abitativi per permanenze non inferiori a quattro ore continuative giornaliere !!!), e nei luoghi all’aperto intensamente frequentati, non dovranno più essere rispettati in qualunque intervallo di 6 minuti, ma come media nelle 24 ore. Per cui in quei luoghi e in loro prossimità si potrà anche avere:
a) da 3 a 10 volte (cioè da 20 V/m a 60 V/m), come nel caso di Radio Vaticana e di tutte le emittenti in onde lunghe, medie e corte,
b) oltre 3 volte (20 V/m), come nel caso delle stazioni radio base della telefonia mobile, delle emittenti radiotelevisive e della radiofonia a modulazione di frequenza,
c) oltre 6 volte (40 V/m), come nel caso dei ponti radio, il livello medio massimo ammissibile (6 V/m) nelle 24 ore e per un tempo ben superiore ai 6 minuti attuali.
Inoltre, la necessità di acquisire i valori di campo elettromagnetico nelle 24 ore determinerà grandi difficoltà operative nelle azioni di controllo e di verifica a cura degli Enti istituzionali e dei Cittadini, oltre ad incrementare enormemente il costo di quei controlli.
La strategia del governo è stata quella del “bastone e la carota” recentemente sbandierata dal ministro dell’istruzione Profumo nei confronti degli studenti. Infatti, il governo aveva proposto anche la norma che impediva ai proprietari degli immobili di opporsi ai gestori per l’installazione di nuove antenne per la telefonia mobile sui tetti delle abitazioni. Ritirando quella norma (“la carota”), che aveva un evidente aspetto di incostituzionalità perché lesiva del diritto alla proprietà privata, il governo ha avuto facile gioco con la norma che farà aumentare notevolmente il livello del fondo elettromagnetico dentro e intorno alle case, alle scuole e ai luoghi di lavoro (“il bastone”).
Tutto ciò rappresenta un totale disprezzo del governo italiano per:
1) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica condotta per il Tribunale di Roma, pubblicata a giugno del 2010 e riguardante il territorio di Roma Nord e dei Comuni vicini intorno alla Radio Vaticana, che ha dimostrato una maggiore incidenza di leucemie e linfomi nei bambini (fino a 4,7 e a 6,9 volte entro 12 km rispetto al valore atteso oltre 12 km, rispettivamente per i bambini da 0 a 14 anni e da 1 a 14 anni) e una maggiore mortalità per leucemia per tutte le età (fino a 4,9 e a 6,6 volte, rispettivamente entro 12 km e fra 6 e 12 km, per più di 10 anni di residenza, o da sempre per i bambini, rispetto a chi vive lì da non oltre 1 anno);
2) le evidenze scientifiche emerse dalla ricerca epidemiologica mondiale riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che, attraverso la propria Agenzia per la Ricerca sul Cancro (IARC), il 31 maggio 2011 ha annunciato, con il comunicato stampa n. 208, di aver inserito i campi elettromagnetici a radiofrequenza (in particolare quelli emessi dai cellulari, ma l’agente fisico è lo stesso di tutte le sorgenti di campi elettromagnetici oggetto del decreto ministeriale) fra i possibili agenti cancerogeni per l’uomo a causa dell’aumento del rischio di tumori cerebrali come il glioma (+40% di rischio per un uso di 30 minuti al giorno per almeno 10 anni).
Il governo italiano, invece di adottare misure di tutela nei confronti della popolazione in applicazione del Principio di Precauzione, va nel senso opposto, consentendo a breve un forte incremento dei livelli di esposizione residenziale della popolazione ai campi elettromagnetici. Il Coordinamento dei Comitati di Roma Nord fa appello alle associazioni, ai comitati di tutela della salute e dell’ambiente e a tutti gli amministratori pubblici che vogliono opporsi a quanto sta per avvenire, a porre in essere ogni strumento di contrasto civile fino ad arrivare ad una raccolta di firme per un referendum abrogativo di questa assurda normativa qualora dovesse essere confermata dal Parlamento."
I cittadini hanno tolto la delega ai politici
Forse se lo ri-scriviamo in modo chiaro si capisce meglio:
Le Liste Civiche del MoVimento 5 Stelle NON fanno alleanze elettorali con NESSUNO.
Pertanto, il roma5stelle.org, come tutte le 5 stelle d'Italia, si allea ogni giorno solo sul territorio, con i cittadini, le Associazioni e i Comitati non di partito. Tradotto in italiano corrente significa NO PARTITI.
Le alleanze pre elettorali servono solo a pre spartirsi le poltrone, e i relativi interessi. Le alleanze, coalizioni, federazioni, servono solo a illudere nei falsi Governi che ci hanno condotto sulla soglia del disastro.
Servono solo a confondere le idee e separare i cittadini tramite vuoti ideali divenuti ipocriti come chi si ostina a riempirsene la bocca.
In alternativa, il moVimento propone di portare dentro alle istituzioni le idee dei cittadini che hanno smesso di delegare. L'obiettivo è beneficiare dell'intelligenza collettiva della Rete per arrivare al 100% dei cittadini al potere.
Uno conta uno. Chiunque può partecipare alle scelte del suo territorio. Si discute senza rappresentanze di mediazione, e si fa una sintesi che viene inoltrata nelle istituzioni tramite un portavoce senza delega in bianco. Non serve allearsi. Si vota Sì o No. Semplice.
Se ancora non è chiaro: senza i compromessi che hanno devastato la città più bella e ricca del mondo nel totale degrado e immobilismo perenne, identico all'inettitudine di chi ha governato negli ultimi 30 anni.
Roma non ha bisogno della vecchia politica. Roma ha bisogno di proposte concrete, integrate e fattibili. Le stesse che portiamo avanti per migliorare tutti i NOSTRI beni comuni, e che potete trovare nelle nostre piattaforme, o in qualsiasi volontà di Associazioni e Comitati che non avete mai ascoltato, come non vi siete mai assunti la responsabilità di tutti i voti ad esse contrari. Per questo motivo adesso facciamo da SOLI.
I cittadini vi hanno tolto la delega. Ci vediamo in Comune.
p.s.: non dispiace essere chiamati grillini perché lo siamo nel cuore. Dispiace notare la vostra insistenza nel non capire chi e perché ha scelto di vivere, e chiamarsi 5 stelle.
i Cittadini in moVimento del roma5stelle.org
Diffusione su fb.
COMUNICATO INQUILINI ENPAIA DEL MUNICIPIO XI - DI ROMA
Con questa comunicazione intendiamo sensibilizzare e mobilitare i cittadini del Municipio XI di Roma sulla drammatica vicenda relativa agli sfratti ENPAIA - zona Eur Montagnola - ed esprimere la rabbia ed il dolore che migliaia di cittadini coinvolti nella mega speculazione degli enti previdenziali pubblici (Enpaia, Enasarco, Enpam, INARCASSA, etc.), vivono da qualche anno. Negli anni novanta, queste Casse previdenziali, allora come adesso Enti pubblici, dovevano dare in locazione parte del loco patrimonio abitativo a famiglie “disagiate” (con difficoltà abitativa) utilizzando fitti agevolati. La gran parte degli inquilini avevano dunque stipulato contratti di locazione a tutti gli effetti pubblici ed erano certi che nessuno li avrebbe mai mandati via di casa. Con il Dlgs. n. 509/94 questi Enti vennero trasformati in Associazioni o Fondazioni con personalità giuridica di diritto privato, ma sempre controllati dalla Corte dei Conti e sottoposti a vigilanza del Ministero del Tesoro e del Ministero delle Politiche Sociali. Inoltre, lo stesso decreto stabiliva che gli enti trasformati continuavano a sussistere come enti senza scopo di lucro. In particolare, l’E.N.P.A.I.A. (Cassa Nazionale di Previdenza per gli Addetti e per gli Impiegati in Agricoltura) si è privatizzata nel 1996, trasformandosi in Fondazione senza scopo di lucro, così come recita l’art.1 del suo Statuto, rimanendo tuttavia sempre soggetta al controllo pubblico e al controllo della Corte dei Conti. Nonostante le normative nazionali ed europee che dichiarano la finalità pubblica di tali Enti (cfr. sentenza della Corte Europea “Adolf Truley”), questi “signori palazzinari” hanno stravolto il diritto naturale della casa, considerato bene naturale ed innegabile, per ogni persona umana. I tartassati inquilini, da alcuni anni, subiscono l’ iper-speculazione di canoni aumentati dell’ 80%, nonostante siano stati già colpiti dalla grave crisi economica e finanziaria che si è abbattuta in questi ultimi tempi; di conseguenza gli occupanti, si trovano intimati a lasciare l'alloggio a seguito di ordinanza di sfratto, non per morosità, ma perché non avendo rinnovato il contratto locatizio alle condizioni proibitive richieste, sono stati dichiarati occupanti senza titolo!!! Tutto ciò è VERGOGNOSO!! In alcuni casi gli aumenti sono arrivati fino al 90% del canone precedente, e ciò è avvenuto con grave violazione della legge e nella più totale mancanza di controllo da parte degli organi preposti, quali ad esempio il Comune, la Regione, Stato, Sindacati, etc. Ora è indispensabile che tali controlli vengano effettuati e che vengano avviate azioni anche di tipo giudiziario per far rispettare la recente legge n. 44/2012, entrata in vigore il 29 aprile 2012, dove si stabilisce che tutte le casse previdenziali sono da considerarsi, a tutti gli effetti, amministrazioni pubbliche. Inoltre, la legge n. 104/96, concordata tra Governo ed Enti, sanciva che gli Enti previdenziali compresi nella tabella allegata alla legge n. 70 del 20 marzo 1975, dovessero dismettere (secondo procedure definite garantiste per gli inquilini) il loro patrimonio pubblico non oltre il 1° marzo 2001 (entro 5 anni dalla privatizzazione). Solo pochi Enti – quali quelli dello Stato come Inpadap, Inps, Inail, etc. - hanno rispettato l’impegno, mentre altri - tra cui l’ENPAIA - non lo hanno rispettato, al fine di speculare sia sui prezzi di vendita degli immobili, che sui canoni di locazione, sforando di gran lunga i tetti massimi previsti sia dall’edilizia sociale, che da quella economica e popolare ex Legge 167/62. Ci chiediamo come mai sia avvenuto tutto questo: i “palazzinari” hanno stravolto un bene pubblico!!! Infatti, con la compiacenza del Governo in carico, si introdusse all’art. 1 della Legge 243/2004 il comma 38, come NORMA DI INTERPRETAZIONE AUTENTICA della legge 104/96, confezionato su misura dagli speculatori di turno!!! Questa fattispecie si applica a leggi che danno luogo a dubbi o a interpretazioni contraddittorie: nulla di questo vale per la legge 104/96, validata in modo univoco da giudici ordinari del TAR e del Consiglio di Stato. Questo comma 38 azzera e ribalta "RETROATTIVAMENTE" l'obbligo di questa legge; esso, infatti, dispone che per le dismissioni immobiliari non si applica agli enti trasformati in associazione o fondazione, a seguito del Dlgs 509/94. Questa norma introdotta ad hoc è stata una manna per tutti gli ENTI (anche non previdenziali), che li ha esclusi dall'ordinamento vigente e precedente. Il governo Berlusconi ha taciuto per questa “leggina truffa” che poteva essere eliminata (art. 1, comma 38) ed è uno scandalo che non ha precedenti in Europa; eppure basterebbe una “leggina” di un solo articolo per eliminarlo!!. E la “leggina” c’è, ma non la fanno decollare: il 21 luglio 2010 è stata presentata la proposta di legge n. 3654, che riporta “abrogazione del comma 38, art. 1 Legge 243/2004”. Dopo più di un anno, ad ottobre 2011 è stata assegnata alla XI Commissione Lavoro della Camera e, a tutt’oggi – maggio 2012 – non è ancora cominciato l’iter parlamentare. L’intenzione è palese: VOGLIONO AFFONDARLA! Sta di fatto che l’ENPAIA nel 2007 ha investito 45 milioni di Euro in titoli rischiosi, perdendo 36 milioni di Euro, a discapito dei poveri pensionati agricoli e degli inquilini Enpaia, che hanno subito aumenti di canone proibitivi, per compensare le loro perdite. Si evidenzia che, solo nel territorio del Municipio XI di Roma, migliaia di famiglie subiscono la iper-speculazione dell’ENPAIA ed oltre 200 famiglie sono state sfrattate con ordinanza provvisoria (e la Fondazione nel suo Statuto recita di essere un organismo privatizzato, senza scopo di lucro…). Inoltre, si segnala che è stata fatta una diffida ai sindacati firmatari dell’accordo del 1/2/2010 relativo ai rinnovi contrattuali di locazione, firmato tra Enpaia e sindacati, depositato presso il Comune di Roma, in data 2/2/2010 con prot. n. 2414. Successivamente, il sindacato Unione Inquilini, a seguito della ferma opposizione degli inquilini, dopo aver convocato i propri Organi statutari e con l’assenso della Segreteria Nazionale, in data 09/06/2010, ha dato la disdetta dall’accordo sindacale relativo ai rinnovi del 2010 ed ha ritirato la firma dallo stesso. Tale decisione è stata comunicata oltre che all’Enpaia, anche al Prefetto, all’Assessore regionale alla casa onorevole Buontempo, al delegato del Sindaco, agli enti e alle Organizzazioni sindacali degli inquilini. Solo recentemente è emerso, in ambito di contenzioso, che nel 2004 è stato stipulato un accordo precedente al suddetto del 2010, tra Enpaia ed i sindacati più rappresentativi; questo, non è mai stato portato a conoscenza degli inquilini Enpaia e stabiliva un aumento di canone spropositato, che unitamente al successivo del 2010, raggiungeva l’aumento attuale del 80/90% del canone. In questa situazione drammatica, gli inquilini Enpaia coinvolti dagli aumenti contrattuali e da richieste di arretrati di canone, sono rimasti soli, senza l’aiuto delle Istituzioni preposte (con l’eccezione di pochissime!!), anzi in taluni casi, i cittadini sono stati addirittura ostacolati dalle Istituzioni nel recupero di documenti inerenti gli immobili locati, per far fronte alla loro tutela in ambito giudiziario (violazione della legge n. 241/90!!!). Gli inquilini ENPAIA del Municipio XI di Roma, desiderano far luce su questa losca vicenda ENPAIA e chiedono alle Istituzioni ed ai cittadini di intervenire e mobilitarsi, al fine di una risoluzione del problema che possa portare all’ immediata revoca degli ILLEGITTIMI SFRATTI!!!
Comitati di: via Benedetto Croce, via Primo Carnera, via del Tintoretto (del Municipio XI di Roma)
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