V Municipio (Tiburtina)

V Municipio (Tiburtina)
Categoria:
Creato:
Lunedì, 12 Marzo 2012
Gruppo Amministratori:
Zone Urbanistiche: 5a Casal Bertone, 5b Casal Bruciato, 5c Tiburtino Nord, 5d Tiburtino Sud, 5e San Basilio, 5f Tor Cervara, 5g Pietralata, 5h Casal de' Pazzi, 5i Sant'Alessandro, 5l Settecamini. Quartieri: Q.VI Tiburtino (parte), Q.XXI Pietralata, Q.XXII Collatino (parte), Q.XXIX Ponte Mammolo, Q.XXX San Basilio. Zone dell'Agro: Z.VI Settecamini, Z.VII Tor Cervara (parte), Z.VIII Tor Sapienza (parte), Z.IX Acqua Vergine (parte).

Municipio V:
Municipio V, già "Circoscrizione V", è la denominazione della quinta suddivisione amministrativa del comune di Roma, situata a nord-est del centro storico, lungo l'asse della via Tiburtina, attraversata dal fiume Aniene. Il suo territorio è suddiviso in dieci Zone Urbanistiche e la sua popolazione è così distribuita : Il territorio si estende sui seguenti quartieri:

Torraccia di San Basilio:
Torraccia di San Basilio è il nome completo del piano di zona C1 Torraccia del V Municipio di Roma. Fa parte del quartiere Q.XXX San Basilio. È situata a nord-est della capitale all'interno del Grande Raccordo Anulare dal quale è direttamente accessibile tramite uno svincolo.

Tor Cervara:
Tor Cervara è il nome della settima zona del comune di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z.VII. Il toponimo indica anche la zona urbanistica 5f del V Municipio. Popolazione della zona urbanistica: 1.795 ed il quartiere Q.XXX San Basilio • a est con la zona Z.VI Settecamini • a sud con la zona Z.VIII Tor Sapienza • a ovest con il quartiere Q.XXII Collatino.
Il nome del quartiere deriva da "cervaretto" in quanto nella zona, in epoca romana doveva sorgere una tenuta di cervi. Al centro della tenuta vi era il Casale di Tor Cervara noto oggi anche col nome di castello della quiete.

Casal de' Pazzi:
Casal de' Pazzi è il nome della zona urbanistica 5h del V Municipio del comune di Roma. Si estende sul quartiere Q.XXIX Ponte Mammolo. Popolazione: 26.221 abitanti. Storia Deve il suo nome al casale che fu restaurato dalla famiglia fiorentina dei Pazzi nel XV secolo. La zona tutto intorno a questo casale è abbastanza recente, sorta intorno agli anni anni ottanta ed è composta da palazzi e palazzoni in stile moderno.

Casal Bruciato:
Casal Bruciato è il nome della zona urbanistica 5b del V Municipio del comune di Roma. Si estende sul quartiere Q.XXII Collatino. Popolazione: 22.562 abitanti. La zona è sorta tra gli anni sessanta e settanta su terreni lasciati a prato, eccezion fatta per alcuni nuclei preesistenti, ed è oggi compresa tra la via Tiburtina a nord e il tratto urbano dell'autostrada Roma-L'Aquila a sud, e tra le zone di Casal Bertone a ovest e Verderocca a est. Via di Galla Placidia ne costituisce il confine  occidentale, mentre ad est via Filippo Fiorentini lo separa da Verderocca.
La zona gravita intorno a piazza Riccardo Balsamo Crivelli, situata sul punto più elevato dell'area.
Interessanti sono la Villa Fassini, oggi sede delle Società Autostrade, il Casale della Cacciarella e gli scavi archeologici della villa di Aquilio Regolo lungo via dei Cluniacensi.
Interessante la riscoperta di grotte, già adibite a fungaie, durante gli scavi sotto un campetto da calcio per la realizzazione di parcheggi coperti in via Bergamini, nei primi anni del XXI secolo. La presenza di queste grotte non era comunque mai stata del tutto dimenticata, come dimostrato da racconti circolanti tra i ragazzi del quartiere negli anni '80 e '90, riguardo a "gallerie segrete" che avrebbero collegato il campo alla villa Fassini (detta "del Barone").
Dal punto di vista sociale, va segnalato il complesso educativo denominato Centro Elis (acronimo che significa "educazione, lavoro, istruzione, sport"), situato in via Sandro Sandri. Si tratta di un'opera apostolica della Prelatura dell'Opus Dei inaugurata nel 1965 e destinata alla formazione integrale dei giovani operai e artigiani. Nella stessa area si trova la Parrocchia di San Giovanni Battista al Collatino.

Tiburtino III:
Tiburtino III, ex borgata conosciuta con il nome di Santa Maria del Soccorso, è un zona del V Municipio del comune di Roma, situato nel quadrante est in prossimità di Colli Aniene e Pietralata. Nasce come una delle borgate ufficiali di Roma verso la metà degli anni 1930. I confini erano via di Grotta di Gregna, piazza Santa Maria del Soccorso, via Tiburtina. La borgata è stata successivamente inserita nel quartiere Q.XXII Collatino. La zona è stata oggetto di una drastica ristrutturazione urbanistica avvenuta tra il 1974 e il 1990 fortemente voluta dalla popolazione residente.
Attualmente l'area del Tiburtino III nasconde le tracce della borgata ufficiale IACP costruita nel 1936 per dare alloggio a quota parte degli abitanti del centro storico sfrattati durante l'operazione di "risanamento" attuata tra il 1930 e il 1938 dal Governatorato di Roma.
Al Tiburtino III andarono in prevalenza gli abitanti della Ferratella (zona San Giovanni - Porta Metronia), via delle Botteghe Oscure, Borgo Pio.
La costruzione del quartiere proseguì nel secondo dopoguerra ad opera del gruppo APAO, composto da giovani architetti organici capitanati da Bruno Zevi: tra essi Ludovico Quaroni e Piero Maria Lugli.
Della vecchia borgata non resta che qualche edificio esemplare, mentre la semi totalità dei "lotti" popolari di color giallino pallido che disegnavano l'ambiente extraurbano (citato in alcuni passi di "Ragazzi di vita" di Pasolini) sono stati abbattuti e sostituiti con edifici in linea di colore grigio, alti dai 4-8 piani, costruiti in cemento armato e tamponati con pannelli prefabbricati di gesso. Attualmente il quartiere è inglobato nel tessuto urbano di Roma, e ha perduto quei caratteri di riconoscibilità morfologica che sono propri delle 11 borgate ufficiali dello stesso periodo storico; in compenso la qualità degli alloggi è decisamente migliorata, in linea con lo standard contemporaneo.

Rebibbia:
Rebibbia fa parte del quartiere Q.XXIX Ponte Mammolo. Si trova sulla via Tiburtina, prima del Casale di San Basilio, nella periferia nord-est della città Cominciata a costruire agli inizi del XX secolo, è costituita da case quasi completamente familiari composte principalmente da pochi piani e piccoli giardini, in stile quasi rurale Le due chiese in via Casal de' Pazzi e piazza Lino Ferriani sono molto semplici, rifacendosi allo stile moderno, quella di piazza Ferriani è addirittura un vecchio garage, riadattato agli inizi degli anni novanta. A Rebibbia, come testimonia una targa a piazza Ferriani, visse il regista Pier Paolo Pasolini e vi venne ospitato il ribelle ecologista Marco Camenisch Il carcere L'omonimo carcere è a forma pressoché quadrangolare con accesso da via Bartolo Longo e dalla via Tiburtina. È stato consegnato nel 1972, si tratta di un vero e proprio complesso, una piccola città. Dalla prima cinta, entro cui si trovano una mensa, un bar, uno spaccio alimentare, uno sportello bancario, un campo sportivo per gli agenti, palazzine di alloggi per il personale e al centro la palazzina centrale per gli uffici, si passa alla seconda cinta, quella dell’area della reclusione.

Settecamini:
Settecamini è il nome della sesta zona del comune di Roma nell'Agro Romano, indicata con Z.VI. Il toponimo indica anche la zona urbanistica 5l del V Municipio.Popolazione della zona urbanistica: 9.229 a est con il comune di Guidonia Montecelio a sud con la zona Z.X Lunghezza e Z.IX Acqua Vergine a ovest con il quartiere Q.XXX San Basilio Storia Nasce come borgata rurale ai primi del novecento su territori di proprietà del duca Leopoldo Torlonia Il toponimo attuale inizia a essere usato solo a partire dalla seconda metà dell'800 In epoca medievale la località veniva chiamata "Campo dei Sette Fratelli" o "Forno dei Septe Fratri" in relazione alla leggenda di Santa Sinforosa e dei suoi sette figli (Crescente, Eugenio, Giuliano, Giustino, Nemesio, Primitivo e Statteo) Successivamente venne chiamata Forno o Osteria del Forno in riferimento al casale posto a sud della Tiburtina, che oggi viene indicato come Casale di Settecamini.

Pietralata:
Pietralata è il nome del ventunesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XXI. Il toponimo indica anche la zona urbanistica 5g del V Municipio. Popolazione della zona urbanistica: 14.669 , Q.XXVIII Monte Sacro Alto e Q.XXIX Ponte Mammolo • a est con il quartiere Q.XXIX Ponte Mammolo • a sud con i quartieri Q.XXII Collatino e Q.VI Tiburtino • a ovest con il quartiere Q.V Nomentano.
Pietralata, o Prata Lata come appare nei documenti più antichi, era un cospicuo latifondo della campagna romana, di 1.600 rubbie romane, pari a circa 2.150 ettari, che si estendeva fra la via Tiburtina e Nomentana: includendo la valle di Sant'Agnese fuori porta Nomentana e i colli di Portonaccio, giungendo lungo il fiume Aniene sino al Casal de' Pazzi, comprendeva l'antico castello di Pietralata che insisteva di fatto sui resti di un'antica villa romana. Si derivò da questo luogo il nome di una famiglia che ne ebbe il possesso verso la fine del Medioevo; dobbiamo questa notizia a due carte conservate nell'Archivio Lateranense: in essa è menzionato un Orazio di Pietralata, che viveva nel cominciare del secolo XVI (Archivi SS. Lat. Eccl. EXXI.33), nonché un Giovan Battista di Pietralata (stesso archivio EXXIV. 152), Vescovo di S. Angelo in Vado. Ad essi successe dapprima la famiglia Lante e, dopo una cospicua divisione, i Ruberti, il principe Stanislao Poniatowski, ed infine la famiglia Mazzetti che, riunendo nuovamente tutte le porzioni del fondo, ottenne dal papa Gregorio XVI l'erezione in Marchesato di Pietralata".
Passata successivamente ai Torlonia, nasce come una delle 12 "borgate ufficiali", realizzate dal Governatorato di Roma per trasferirvi, tra il 1935 e il 1940, gli sfrattati degli "sventramenti edili" operati da Mussolini al centro di Roma, in particolare delle zone intorno al Campidoglio, via del Teatro di Marcello, Fori Imperiali, San Giovanni, Porta Metronia e di viale Castrense.
Attraversa varie fasi in particolare gli anni del fascismo con le casette da "sette lire", chiamate così per via del loro costo, costruite in quel periodo prive di bagni, cucine ed acqua corrente.
Il 23 ottobre 1943, in un valloncello tra i campi che fiancheggiano la via Tiburtina, presso il caseificio di Ponte Mammolo, furono trucidati dalle SS nove partigiani del Movimento Comunista d'Italia-Bandiera Rossa Roma, che avevano assaltato la caserma del Forte Tiburtino, al fine di procurarsi viveri, armi, munizioni e medicinali e un ciclista estraneo all'azione, fermato sulla via Tiburtina (Eccidio di Pietralata). L'episodio si inquadra nell'ambito della Resistenza romana alle truppe di occupazione tedesche (settembre 1943-giugno 1944). .
Nel 1953, vengono sostituite le vecchie casette con abitazioni più moderne. A partire dal 1957, fino al 1964, i vecchi lotti vengono sostituiti dai palazzi.
Tutto questo s'intreccia con la profonda identità di borgata degli abitanti che, isolati dal contesto cittadino, trovarono nella Chiesa, in particolare con le suore sacramentine, che contribuiranno con la scolarizzazione, e nel Partito Comunista, con l'organizzazione politica e le lotte per la casa, le principali istituzioni di riferimento.
Quest'ultimo dà anche vita nel 1968 alla "Polisportiva Albarossa" che giocava nel campo sportivo XXV Aprile.
Allagamenti a Pietralata anni sessanta, incrocio via Silvano con via Del Peperino.
Negli anni cinquanta fino alla fine degli anni settanta frequenti erano gli allagamenti dovuti alla costruzione del piano stradale al di sotto del livello del vicino fiume Aniene. Successivamente sono stati realizzati lavori che hanno rialzato il piano stradale. L'effetto di queste opere è tuttora visibile; infatti alcuni esercizi commerciali sono al di sotto di via di Pietralata e i primi piani delle case sono divenuti pian terreni.
Gli unici punti di aggregazione erano un solo cinema, il mercato con la sua piazza, la parrocchia e la Casa del Popolo costruita nel 1967.
All'inizio degli anni settanta si combatte ancora contro l'analfabetismo: c'è soltanto una scuola elementare, non esiste una scuola media né tanto meno una scuola superiore, ci sono i doppi turni e molti ragazzi interrompono presto gli studi.
Si accentua la distinzione tra la parte alta di Pietralata e la parte bassa (storica), sia dal punto di vista economico che da quello politico.
La situazione di disagio viene descritta nei libri di Elsa Morante La Storia, di Pier Paolo Pasolini, Una vita violenta e Racconti Romani di Alberto Moravia. Nel 1968 un ulteriore contributo alla conoscenza di Pietralata è portato dal testo pubblicato Un anno a Pietralata di Albino Bernardini da cui nascerà un lungometraggio di Vittorio De Seta dal titolo Diario di un maestro.
La borgata di Pietralata viene promossa nel 1961 da suburbio Nomentano S.II a quartiere Pietralata Q.XXI.
Pietralata ha mutato il suo aspetto solo sul finire degli anni settanta quando la Giunta Luigi Petroselli ha iniziato a fare interventi sul territorio, ad esempio il già citato rialzo stradale di via di Pietralata nel dicembre del 1979.
Nel 1990 verrà inaugurata, nel quartiere, la linea B della metropolitana e in seguito l'Ospedale Sandro Pertini.
Nel 1998, recuperando i fondi rubati per la costruzione della metropolitana, la giunta dell'allora sindaco Francesco Rutelli promosse la costruzione di un piazza dove prima c'era una discarica di rottamazione, chiamata in primo momento Piazza Risarcimento in seguito alle proteste degli abitanti del quartiere, che la volevano intitolata a Pier Paolo Pasolini, venne chiamata Largo di Pietralata.
Inoltre sul suo territorio è presente la stazione ferroviaria di Roma Tiburtina e il quartiere è servito da numerose linee di autobus.

Casal Bertone:
Casal Bertone è il nome della zona urbanistica 5a del V Municipio del comune di Roma. Si estende sul quartiere Q.VI Tiburtino. Popolazione: 16.154 abitanti. Storia Il quartiere nacque sul finire degli anni venti del XX secolo in una zona dell'allora Agro Romano caratterizzata da un'ampia collina, facente parte dei colli del Portonaccio, sulla quale sorgeva l'antico Casale o Vaccheria Bertone, che prendeva il nome forse dagli antichi proprietari o forse dal manto, detto bertone, dei cavalli che vi venivano allevati.
Nelle vicinanze era ancora tracciata una via risalente almeno al primo medioevo, il vicolo di Malabarba, che doveva il suo nome alla presenza di un oratorio con annesso un molino, la Mola di Santa Barbara. Questa strada costituiva ciò che rimaneva del tratto suburbano della via Collatina, strada romana che collegava Roma con Collatia, cittadina che sorgeva nei pressi dell'attuale Lunghezza.
Nella zona inoltre era stata tracciata una via Militare, prevista dal Piano Regolatore del 1883, che prese il nome di via di Portonaccio, e che avrebbe dovuto far parte di un complesso di strutture di difesa della città progettato dal Ministro della Guerra Luigi Mezzacapo. La via Militare collegava la via Tiburtina a via Casilina percorrendo la valle della Marranella che in questa zona prendeva il nome di Fosso dell'Acqua Bullicante.
L'area era già delimitata dai tracciati ferroviari delle linee Roma - Ancona, Roma - Tivoli e Roma - Orte, e dalla Stazione Ferroviaria Prenestina a sud e Tiburtina a nord, costruite nell'ultimo ventennio dell'Ottocento a seguito dei lavori di ammodernamento della neo capitale del Regno d'Italia. Inoltre vi erano sorti nello stesso periodo significativi impianti industriali quali la Società per l'elettrificazione delle ferrovie (presso la Stazione Prenestina) e l'industria chimica della CISA-Viscosa (nei pressi dell'odierno Largo Preneste).
Le prime costruzioni degli edifici avvennero a seguito dell'approvazione, nel 1926, di una variante al Piano Regolatore del 1909 di Edmondo Sanjust di Teulada, che prevedeva l'edificazione di case popolari, e vennero realizzate da privati o società statali quali le Ferrovie o la Società dei Tranvieri.
Le strade del nuovo quartiere, indicato inizialmente come Suburbio Tiburtino, presero il nome dai personaggi del Risorgimento e dell'Italia unita.
Carri armati americani in Piazza Santa Maria Consolatrice il 4 giugno 1944.
Nel marzo del 1944, durante la seconda guerra mondiale, Casal Bertone venne colpito dai massicci bombardamenti alleati che interessarono molti quartieri popolari della città. Sebbene non vi furono vittime civili, il quartiere subì numerosi danni agli edifici. Uno di questi, parzialmente crollato, è stato visibile in via Antonio Baldissera fino al 2006 quando iniziarono i lavori di restauro e ricostruzione terminati nel 2010.
Nel 1945 venne ultimato l'edificio della chiesa parrocchiale, intitolato a Santa Maria Consolatrice.
Nel 2010 il quartiere è stato scelto dall'amministrazione comunale come area pilota per la sperimentazione di un modello di quartiere sostenibile, nell'ambito del progetto Cat-Med (Change Mediterranean Metropolis Around Time - Cambiare le Città Mediterranee nel tempo), promosso dalla Comunità Europea e che coinvolge complessivamente 12 città del Mediterraneo.

San Basilio:
San Basilio è il nome del trentesimo quartiere di Roma, indicato con Q.XXX. Il toponimo indica anche la zona urbanistica 5e del V Municipio. Popolazione della zona urbanistica: 25.683 • a est con la zona Z.VI Settecamini • a sud con la zona Z.VII Tor Cervara • a ovest con il quartiere Q.XXIX Ponte Mammolo Storia Sorto negli anni trenta-quaranta del XX secolo, il quartiere ebbe un nuovo sviluppo dopo la fine della seconda guerra mondiale con gli edifici di carattere intensivo della UNRRA, organizzazione umanitaria del famoso piano di aiuti Marshall.
Negli anni cinquanta, insieme alla parrocchia di San Cleto, dedicata al terzo papa della chiesa cristiana Anacleto I, su lottizzazione abusiva nasce la omonima borgata di San Cleto, tra il fosso di San Basilio e la via Nomentana. La borgata fu costruita da emigranti provenienti per lo più dalle Marche e dall'Umbria che tutt'ora vi risiedono.
San Cleto ospita i ruderi della torre del Coazzo, un casale del XIII secolo costruito su resti di un'antica villa romana.
Alla fine degli anni ottanta sorse una nuova area di sviluppo urbano come la Torraccia, a ridosso del Grande Raccordo Anulare.

Case Rosse:
Case Rosse è una frazione del comune di Roma, situata in zona Z.VI Settecamini, nel territorio del Municipio V. Sorge sul lato sud della via Tiburtina, racchiusa da viale del Tecnopolo a ovest e un tratto di via della Tenuta del Cavaliere a est.
I nomi delle vie sono quelli di alcuni comuni di Abruzzo e Molise.

Colli Aniene:
Colli Aniene è un'area urbana del V Municipio del comune di Roma, compresa fra via Tiburtina e il tratto urbano dell'autostrada A24, a cavallo di viale Palmiro Togliatti. Si estende nel quartiere Q.XXII Collatino a ovest e nella zona Z.VII Tor Cervara a est, corrispondenti alla zona urbanistica 5d Tiburtino Sud. È delimitata a ovest dalla vecchia borgata di Tiburtino III, a nord dal nodo di scambio di Ponte Mammolo e dal fiume Aniene, a est dal parco della Cervelletta, a sud dall'autostrada A24.
La storia dell'insediamento inizia alla fine degli anni sessanta, quando una serie di cooperative edilizie, prima tra tutte l'Associazione Italiana Casa (AIC), usufruendo delle facoltà previste dalla legge 167/1962 sull'edilizia economica e popolare[3], acquistarono una vasta area compresa nel Piano di Zona "Tiburtino Sud", un territorio fino ad allora ondulato (da cui il nome "Colli Aniene", sebbene oggi il quartiere sia pianeggiante) e in parte paludoso per la vicinanza del fiume.
Le prime costruzioni giunsero agli inizi degli anni settanta a opera di cooperative cosiddette "rosse" collegate all'AIC, e andarono avanti per tutto il decennio anche se non mancarono episodi di cattiva gestione: in particolare famoso fu il caso della cooperativa cosiddetta "bianca" Auspicio, di orientamento democristiano, la quale dichiarò fallimento e si trovò a essere insolvente con l'Istituto Italiano di Credito Fondiario che aveva emesso i mutui a copertura dell'acquisto degli immobili; la cooperativa fu commissariata e solo dopo un'interrogazione parlamentare radicale[4] e una messa in amministrazione controllata fu possibile per gli assegnatari rinegoziare i singoli contratti di mutuo; tuttavia dei quattro lotti previsti ne fu ultimato solo uno, i cui assegnatari si ricostituirono nel 1982 in una nuova cooperativa, chiamata "Aurora '82" che doveva gestire le opere di urbanizzazione, mentre i rimanenti tre lotti confluirono nella "Nuova Auspicio", la cui costruzione fu ripresa nella seconda metà degli anni ottanta e fu ultimata nel 1990. Pur con ritardi, le cooperative ultimarono le costruzioni e curarono l'urbanizzazione, lasciando largo spazio al verde pubblico.

 
Nessun annuncio ancora aggiunto
A proposito di pulizia: ci sono delle vie laterali pedonali infestate da ortiche e altre piante simili: non sarebbe una cattiva idea andare per due ore e pulirle, facendo quello che né la città né i condomini fanno!!! La raccolta rifiuti ingombranti già c'è (la fanno dietro Piazza Balsamo Crivelli) ma è poco utilizzata. prima di fare la raccolta differenziata per i metalli, che vuol dire solo aggiungere un cassone per strada e portare tutto a malagrotta lo stesso, è meglio un programma serio di differenziata porta a porta, che nel quartiere è anche piuttosto semplice.
Ultima risposta di Michele Raspanti il Martedì, 23 Aprile 2013
Buonasera a tutti, mi chiamo Andrea, 28 anni e sono un operaio. Vivo nella zona della Marranella, o per essere più precisi Via dell'acqua bullicante - Casilina. La notte mi sveglio di botto per via di varie preoccupazioni per il futuro, infatti non mi ricordo più che significhi dormire bene. Ho fatto l'università che non ho potuto finire ma in quel poco che l ho frequentata ho avuto un professore che m ha fatto amare la nostra Costituzione, motivo per cui a San Giovanni mi sono completamente immerso nel dibattito che precedeva quello di Grillo. Questo è il mio primo commento. Spero di dare una mano concreta. Un saluto e tutti a casa. ..
Ultima risposta di Andrea Picchioni il Domenica, 24 Febbraio 2013