Vorrei condividere alcune riflessioni che ho maturato a seguito della riunione municipale di ieri sera, gran parte della quale è stata "fagocitata" (giustamente ed inevitabilmente, vista l'affluenza) dall'accoglienza verso i simpatizzanti, e per quel che ne rimaneva, disturbata dalla musica e dai rumori ambientali. Secondo me la questione dell'attivismo degli iscritti è stata troppo rapidamente liquidata senza i dovuti approfondimenti e distinguo. E' giusto riferirsi a delle norme regolamentari che mettano dei paletti e premino gli iscritti maggiormente presenti alle iniziative del Movimento, almeno in un momento di iniziale frequentazione: ma quelle stesse norme dovrebbero lasciare successivamente al gruppo municipale la libertà di decidere caso per caso l'assegnazione della qualifica di "attivo". Chi meglio del gruppo con il quale si lavora a stretto contatto è in grado di decidere, votando democraticamente, se un suo componente è sufficientemente coinvolto da meritare la designazione di "attivo"? Voglio dire che ha poco senso decidere sulla base della frequentazione di un certo numero di riunioni o banchetti ogni mese, se poi chi aspira a diventare "attivo" si mostra invece soggetto passivo nelle suddette iniziative. Ciò mi ricorda tanto un detto imperante all'epoca (ahimé lontana) del mio servizio militare: "l'anzianità fa grado", nel senso che si poteva essere anche scarsi professionalmente, ma alla fine il passaggio di grado arrivava sempre, bastava aspettare. Siamo sicuri che, ad esempio, partecipare al banchetto tutte le settimane per un mese "valga" quanto tre giorni di impegno quale Rappresentante di Lista? E se un iscritto approfondisce una tematica a 5 Stelle passando giorni a fare ricerca d'archivio o sul territorio, mettendo poi a disposizione del Movimento i risultati di tale ricerca, contribuendo all'avanzamento delle conoscenze di tutti, quanto "peserebbe" questo suo impegno? Equivarrebbe a 10 banchetti o a 8 riunioni municipali? Riterrei piu' equa una procedura di questo tipo: l'aspirante "attivo" richiede venga messa all'OdG della riunione municipale la decisione in merito al suo attivismo, e trasmette ai partecipanti alla riunione l'elenco delle attività alle quali ha partecipato o del lavoro comunque svolto a favore del Movimento, in maniera che tutti possano prenderne visione ed arrivare alla riunione con una decisione a favore o contro, ma comunque ben ponderata. Quindi l'assemblea voterà per alzata di mano. Il richiedente ritenuto non meritevole della qualifica di "attivo" potrebbe richiedere il riesame della sua richiesta, ad esempio, dopo due mesi. Credo che un meccanismo del genere motiverebbe di piu' tutti, "attivi" e non, ed eviterebbe il rischio che si vengano a generare all'interno del gruppo reazioni del genere "perchè a lui/lei si e a me no?", che rischierebbero di generare attriti assolutamente da evitare, oltre che demotivare persone convinte di fare il bene del Movimento.