Paolo Mancuso ha scritto:
Ragazzi, piano e senza scherzare!
Come volantino elettorale in alcuni punti può anche andar bene, ma se fosse un vero decalogo programmatico:
" MAMMA
Saluti
Concordo pienamente con Paolo. Peraltro il documento ricalca in gran parte un altro che circolava prima della costituzione del sotto tavolo avvenuta da appena 15 giorni.
Concordo anche con Barbara, il documento può finire nelle mani di qualcuno che lo utilizza a scopo strumentale per delegittimare l'intero movimento.
Faccio alcune considerazioni di merito di carattere generale.
Il problema e' tropo grande per poter essere liquidato con due pagine. Si deve entrare nel merito con le necessarie competenze e definire in primo luogo entità e composizione del debito. In secondo luogo si deve analizzare il bilancio comunale e capire quali spese possono essere ridotte e quali no. Se si riesce a conseguire un attivo consistente sul bilancio annuale allora si può pensare ad un piano di rientro dal debito. Sempre che non si vogliano destinare le risorse a progetti di crescita "sana" dell'economia della Capitale o alla riduzione dell'imposizione dei tributi locali che sta raggiungendo livelli insostenibili. Non e' detto infatti che la nuova Giunta debba farsi carico delle gestioni dissennate che si sono susseguite finora e che continueranno fino al 2013.
Molti dei suggerimenti, condivisibili nei principi, incidono sul deficit annuale e non sul debito pregresso. Per tutti manca una quantificazione del possibile risparmio. Alcuni punti, come i compensi per le cariche elettive non incidono sulla spesa complessiva. Fare bene il Sindaco di Roma richiede una competenza, un'onesta e una dedizione fuori dal comune (scusate il gioco di parole) e non credo che il compenso sia la questione principale da affrontare. Avrei molte altre cose da dire sui singoli punti ma mi fermo qui. Un'ultima considerazione. Lasciamo stare la vecchia lira come termine di raffronto, non esiste più da 10 anni e se oggi esistesse ancora avrebbe un valore che non possiamo sapere. Guardiamo avanti