Mercoledì, 04 Aprile 2012 12:59

28aprile cambiamo la strada

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2556 ciclisti morti negli ultimi 10 anni sulle nostre strade. Quasi un morto al giorno dall'inizio di quest'anno. Una mattanza che ha come complice l'indifferenza generale. La mancanza di Cultura stradale. Mancanza di considerazione in tutto ciò che non sia un autoveicolo. I ciclisti, come i pedoni, non sono invisibili. Lo diventano per colpa di un falso benessere che toglie la vita dentro e fuori a quelle scatole con 4 ruote alimentate da una cieca idea di perenne velocità. Le piste ciclabili, come le strisce pedonali, non sono invisibili. Lo diventano quando incontrano la disattenzione, la scortesia, la negligenza, la villania. Anche quando incontrano il disinteresse, nei fatti, dei nostri pubblici amministratori.

Una giornalista del Times finisce sotto un autoarticolato con la sua bicicletta. Dall'indignazione, il 2 febbraio nasce un meraviglioso manifesto. Le prime pagine del quotidiano londinese lo rimbalzano in tutto il mondo con titoli a 4 colonne. In Italia, 34 blogger avviano la stessa campagna. Inizia così il movimento dei #Salvaiciclisti. Un movimento di opinione, civico. In poco tempo si arriva a un Disegno di Legge e alla sua presentazione in Senato. Vengono coinvolti i sindaci. 15000 sostenitori. La potenza della rete. Ma non basta. Serve il coinvolgimento di ogni ciclista, di ogni cittadino che abbia a cuore la sua strada, e la necessità di cambiarla.

Il 28 aprile cambiamola insieme.


"La bicicletta richiede poco spazio. Se ne possono parcheggiare diciotto al posto di un auto, se ne possono spostare trenta nello spazio divorato da un unica vettura. Per portare quarantamila persone al di là di un ponte in un ora, ci vogliono dodici corsie se si ricorre alle automobili e solo due se le quarantamila persone vanno pedalando in bicicletta.

Elogio della bicicletta - Ivan Illich, 1973
 
Letto 5473 volte Ultima modifica il Mercoledì, 04 Aprile 2012 15:34

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