Martedì, 18 Settembre 2012 16:14

L'UOMO CHE RUBAVA IL COLOSSEO

Una volta un uomo si mise in testa di rubare il Colosseo di Roma, voleva averlo tutto per sé perché non gli piaceva doverlo dividere con gli altri. Prese una borsa, andò al Colosseo, aspettò che il custode guardasse da un’altra parte, riempì affannosamente la borsa di vecchie pietre e se le portò a casa. Il giorno dopo fece lo stesso, e tutte le mattine tranne la domenica faceva almeno un paio di viaggi o anche tre, stando sempre bene attento che le guardie non lo scoprissero. La domenica riposava e contava le pietre rubate, che si andavano ammucchiando in cantina.
Quando la cantina fu piena cominciò a riempire il solaio, e quando il solaio fu pieno nascondeva le pietre sotto i divani, dentro gli armadi e nella cesta della biancheria sporca.
Ogni volta che tornava al Colosseo lo osservava ben bene da tutte le parti e concludeva fra sé: “Pare lo stesso, ma una certa differenza si nota. In quel punto là è già un po’ più piccolo”. E asciugandosi il sudore grattava un pezzo di mattone da una gradinata, staccava una pietruzza dagli archi e riempiva la borsa. Passavano e ripassavano accanto a lui turisti in estasi, con la bocca aperta per la meraviglia, e lui ridacchiava di gusto, anche se di nascosto:
-Ah, come spalancherete gli occhi il giorno che non vedrete più il Colosseo.
Se andava dal tabaccaio, le cartoline a colori con la veduta del grandioso anfiteatro gli mettevano allegria, doveva fingere di soffiarsi il naso nel fazzoletto per non farsi vedere a ridere: - Ih! Ih! Le cartoline illustrate. Tra poco, se vorrete vedere il Colosseo, dovrete proprio accontentarvi delle cartoline.
Passarono i mesi e gli anni. Le pietre rubate si ammassavano ormai sotto il letto, riempivano la cucina lasciando solo uno stretto passaggio tra il fornello a gas e il lavandino, Colmavano la vasca da bagno, avevano trasformato il corridoio in una trincea. Ma il Colosseo era sempre al suo posto, non gli mancava un arco: non sarebbe stato più intero di così se una zanzara avesse lavorato a demolirlo con le sue zampette. Il povero ladro, invecchiando, fu preso dalla disperazione.
Pensava: “Che io abbia sbagliato i miei calcoli? Forse avrei fatto megio a rubare la cupola di San Pietro? Su, su, coraggio: quando si prende una decisione bisogna saper andare fino in fondo”.
Ogni viaggio, ormai, gli costava sempre più fatica e dolore. La borsa gli rompeva le braccia e gli faceva sanguinare le mani. Quando sentì che stava per morire si trascinò un’ultima volta fino al Colosseo e si arrampicò penosamente di gradinata in gradinata fin sul più alto terrazzo. Il sole al tramonto colorava d’oro, di porpora e di viola le antiche rovine, ma il povero vecchio non poteva veder nulla, perché le lagrime e la stanchezza gli velavano gli occhi. Aveva sperato di rimaner solo, ma già dei turisti si affollavano sul terrazzino, gridando in lingue diverse la loro meraviglia. Ed ecco, tra tante voci, il vecchio ladro distinse quella argentina di un bimbo che gridava: - Mio! Mio!
Come stonava, com’era brutta quella parola lassù, davanti a tanta bellezza. Il vecchio, adesso, lo capiva, e avrebbe voluto dirlo al bambino, avrebbe voluto insegnargli a dire “nostro”, invece che “mio”, ma gli mancarono le forze.
Da "Favole in uno stivale", di Gianni Rodari

Affermiamo e lottiamo per le idee giuste, prima che sia troppo tardi.
I cittadini in MoVimento di roma5stelle.com mandano, con forza e determinazione, un messaggio ai politici che governano Roma: la città non è di loro proprietà. E' cosa pubblica, è di tutti.
Iscrivetevi al nostro forum e partecipate al Programma per una città a misura e a servizio dei cittadini.
Ci rubano Roma e il futuro: non permettiamoglielo!
Pubblicato in News dal Movimento
Sabato, 23 Giugno 2012 18:45

Parma come il XIX municipio?

Adesso Parma, dopo innumerevoli gestioni poco fortunate, finalmente ha un sindaco. Un cittadino. Uno di quelli che vive la città. Che conosce le sue problematiche, che conosce i suoi concittadini, che conosce i suoi quartieri. Uno di quelli che non deve prendere un aereo per fare il parlamentare o il presidente di provincia, o il consigliere di amministrazione in qualche municipalizzata. Finalmente uno di noi.

Parma conta poco più di 180 mila abitanti. Il XIX municipio ha 180 mila abitanti.

Parma ora ha un sindaco. Il XIX municipio ha un presidente e un sindaco.

Parma inizia a parlare di mobilità in bicicletta. Roma non ha un percorso di mobilità in bicicletta per gli innumerevoli percorsi sconnessi, mal manutenzionati e spesso pericolosi, dove si rischia anche la vita. Il XIX non riesce a chiudere neanche un pezzettino di pista ciclabile.

Parma appoggia la lega italiana contro i tumori. Roma cerca un luogo per una discarica, in campagne o in zone limitrofe alle abitazioni, incentivando di conseguenza lo sviluppo di patologie respiratorie e della pelle.

Parma promuove le social house e i quartieri di aggregazione. Roma, nel XIX, continua a concedere licenze per sviluppare quartieri dormitorio e non riesce a chiudere neanche i piani urbani di recupero dei quartieri. I giovani crescono senza strutture di studio, di sport, di cultura, di aggregazione e sempre meno aree verdi a disposizione che miracolosamente finiscono in mano ai privati e tolti all'uso pubblico.

Parma ha il piano generale del traffico urbano disciplinando la viabilità secondo una logica di rotatorie e piste ciclabili. Il XIX municipio invece, fa il piano particolareggiato del traffico che costa più di 2 milioni di euro tra banchine e spartitraffico.

Parma ha raggiunto un livello globale di raccolta differenziata del 47% con punte del 74% in certe zone. Il XIX municipio raggiunge a malapena il 25%.
Parma è sotto i riflettori da tutti perchè è una speranza unica. Il XIX municipio è dimenticato anche da chi amministra.

Al contrario di Parma, tutti questi, sono argomenti di scarso interesse per gli amministratori di Roma e del XIX municipio, dai quali emergono solo strategie di costruzione, discariche, sviluppo di strade su strade, di centri commerciali.

Parliamo invece di soluzioni alternative di mobilità per combattere lo smog e salvaguardare la salute dei nostri cari. Parliamo di una strategia cittadina sui temi dello sviluppo del commercio, dell'artigianato locale, della produzione nei quartieri periferici per decentralizzare le attività produttive dell'economia cittadina. Parliamo ancora di sviluppo culturale dei cittadini, attraverso la promozione e l'attivazione di luoghi di crescita individuale dei cittadini, dalla cultura del passato all'uso delle tecnologie. Parliamo di difesa dell'ambiente, per attivare, nelle nostre splendide campagne un'economia agricola e zootecnica che sta praticamente sparendo, incentivando una distribuzione alimentare a km 0. Parliamo di ristrutturazione degli edifici più vecchi con le nuove regole del risparmio energetico.

Vorremmo che fossero argomenti trattati da tutto uno stato intero, invece di avere una strategia discrezionale di governatori regionali o amministratori locali, ma non è così quindi ripartiamo dal basso, facendo del XIX Municipio prima e di Roma poi, una realtà moderna e vivibile.
Pubblicato in XIV Municipio
"Con l'avvicinarsi della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative, il MoVimento 5 stelle di Roma ricorda che l’affissione di manifesti è consentita solo in determinati spazi. Purtroppo i partiti politici danno spesso vita alla tristemente nota pratica dell’affissione abusiva, apponendo i propri messaggi su qualsiasi superficie disponibile.

Il M5S di Roma ritiene comunque indecoroso imbrattare la propria città con costosi e inconcludenti manifesti anche negli spazi consentiti ed eviterà di utilizzare questo strumento per farsi conoscere, vigilando naturalmente anche sul rispetto della legge in materia di affissioni finalizzate alla propaganda politica. In occasione di precedenti campagne elettorali i cittadini del MoVimento hanno spesso fotografato affissioni abusive firmate dai vari partiti politici senza eccezione, realizzando anche eventi di pulizia che sono stati poi filmati e diffusi in rete.

Il M5S di Roma sostiene l'operato dell'associazione "Basta cartelloni" e ricorda, alla luce dei fatti di cronaca degli ultimi mesi, la pericolosità di cartelloni - spesso abusivi - molto, troppo vicini alle sedi stradali. Non è ammissibile la contraddizione di fondo tra l’amore per Roma sventagliato dai politici di ogni schieramento ed i fatti concreti, che vedono i loro volti sorridenti ed i simboli dei loro partiti imbrattarne i muri, mentre sono gli stessi partiti ad affannarsi in ogni modo per far depenalizzare gli abusi".
 
MOVIMENTO 5 STELLE ROMA
Pubblicato in News dal Movimento

Commenti