Venerdì, 14 Settembre 2012 12:48

Non è un paese per giovani

I giovani del III millennio sono stati esclusi da un mondo dove dovrebbero fare da protagonisti.
In passato, i giovani in sinergia con le altre generazioni hanno rappresentato una componente fondamentale nell'equilibrio di ogni tipo di sviluppo socio-economico, dal piccolo villaggio al grande Stato.
Oggi il rapporto tra chi ancora deve fare esperienza e chi già l'ha fatta, è venuto meno.
L'idea che oggi predomina il potere, è frutto di una paura, paura inconsapevole di perdere una falsa idea di stabilità, che detta le regole e che ha penalizzato soprattutto chi ancora deve fare i primi passi nella vita.
La deriva, per cui il giovane viene relegato ad essere una risorsa da sfruttare, ha fatto si che venisse meno la sua funzione sociale in favore di una falsa idea di consumo di vita, slegato dai veri fabbisogni umani.
Oggi il giovane non esiste più, non serve più a nulla, anzi è diventato un problema, ne sono un un esempio le frasi dell Ex Ministro Renato Brunetta,del deputato del Pdl Giuliano Cazzola e dell'attuale Presidente del Consiglio Mario Monti ma ne è una prova anche il fatto che chi governa. pagato dai cittadini, abbia tagliato  una parte importante del gettito fiscale destinato alla  ricerca, costringendo le giovani menti italiane a cercare una realizzazione individuale, e quindi collettiva, in un altro paese perché in questo non è più possibile.
E i giovani in tutto questo? Sono consapevoli che gli è stata tolta la loro funzione sociale in questo mondo? Alcuni si, altri no ma il disagio che esprimono è palese.
Si manifesta prima, con la perdita di senso nella propria vita, per non soffrire da questa si passa all'autoanestesia, intesa come perdita di bellezza e di senso,  per poi finire nel nichilismo più totale.
Al giovane oggi, è stato imposto di fregarsene di sé stesso, fino a non preoccuparsi più del proprio futuro.
La passione nel proprio lavoro, nel guardare avanti con fiducia, nel vivere le proprie giornate lasciando esprimere il proprio entusiasmo, la bellezza dell'essere, non gli appartiene più.
Per recuperarli sarebbe un errore riproporre lo stesso schema mercantile perché ha fallito.
Vanno pensate nuove forme di produzione, di sostentamento, di reperimento e uso di risorse e soltanto se necessarie, accumulo.
La bellezza spontanea dell'essere ne è logica conseguenza.

Pubblicato in News dal Movimento

Canale YouTube Municipio 20

Commenti