Lunedì, 30 Settembre 2013 00:00

Cosa succederà al parco Colli d'oro?

Ricordate il parco Colli d'oro di Labaro?
  Sembra che i vari ricorsi,le varie interrogazioni non siano ancora valse ad avere una risposta reale. Una documentazione seria. Chiediamo partecipazione e trasparenza per ricevere le solite risposte circostanziali.
E i lavori sono fermi da Marzo. La Lazio Pallavolo ha finito o meglio, sembra abbia finito i primi 5 mln di E presi in fidejussione dal Comune. Li ha investiti in quella gettata centrale del parco colli d'oro....
Intanto ulteriore interrogazione : questa volta al sindaco Marino.




E con questa interrogazione si chiude il cerchio, dopo quella presentata dalla nostra portavoce Teresa Zotta al consiglio municipale, e quella presentata dai nostri portavoce alla regione lazio, è arrivata puntuale quella presentata al sindaco di Roma capitale Marino.
Vedremo se la risposta che darà sulla questione Parco Colli D’oro sarà la solita risposta di circostanza, la solita minestra riscaldata o dimostrerà di essere sensibile ai problemi ambientali, di trasparenza e di partecipazione dei cittadini.
L’interrogazione urgente è stata firmata da tutti i nostri portavoce Consiglieri di Roma Capitale: Virginia Raggi, Enrico Stefano, Daniele Frongia e Marcello De Vito, da tutto il Gruppo Capitolino “MoVimento 5 Stelle”.

Siamo particolarmente sensibili al parco di Colli D’oro in quanto in questa vicenda sono stati calpestati i principi fondamentali che sono sempre stati alla base dei programmi del moVimento, vale a dire: la TRASPARENZA e la PARTECIPAZIONE dei cittadini.

1) la TRASPARENZA è stata completamente ignorata nascondendo volutamente a tutti i cittadini del quartiere sia dalla giunta di sinistra che da quella di destra la scelta di far costruire nel parco l’impianto sportivo, è stata nascosta fino al giorno in cui si sono visti aprire un cantiere nel parco.
Fu nascosta addirittura al Consiglio Municipale, non richiedendo il parere PREVENTIVO obbligatorio del Consiglio del XX Municipio (art 6.1 del Regolamento comunale sul decentramento municipale, lettera h) parere obbligatorio per i bandi che implicano trasformazioni del territorio)

2) la PARTECIPAZIONE ignorando le istanze dei cittadini. e la loro volontà di costruire altrove l’impianto trovandone una collocazione diversa (dimostrata con manifestazioni, raccolta firme, occupazioni, ecc.).
Non è stato tenuto in nessun conto l’obbligo di informarli e di farli partecipare al progetto di trasformazione, in applicazione del Regolamento approvato dal Consiglio Comunale con delibera n. 57/2006.

E’ ora di dire BASTA con questo modo di far politica, ci vuole più TRASPARENZA e pù PARTECIPAZIONE dei cittadini nelle scelte che riguardano il territorio dove vivono!!

Pubblicato in Articoli XX Municipio
Mercoledì, 09 Maggio 2012 10:13

Salasso ATAC per gli studenti

Si stenta a crederlo. I giovani romani abbonati all’ATAC con tessera annuale o ricaricabile mensile stanno ricevendo delle comunicazioni che annunciano la soppressione dell’abbonamento mensile già dal prossimo mese di giugno (delibera 53 del 29 febbraio) con la sola possibilità residua di acquistare il solo abbonamento annuale per usufruire della riduzione studenti. A Milano e Torino la tessera mensile e plurimensile non è stata abolita. Ma non basta. Considerando che a Roma una famiglia media ha un reddito di circa 35 mila euro, l'agevolazione è stata calcolata con il fine di limitarne al massimo l'accesso. Infatti, al contrario delle riduzioni precedenti sarà riservata ai soli studenti che denunciano un ISEE al di sotto di 20.000, con sconti crescenti per i redditi ancora più bassi.

La già grave situazione degli studenti romani afflitti dai costi ingenti delle iscrizioni universitarie e dalle contribuzioni volontarie di molti Licei della capitale subisce così l’ennesima angheria.

Il popolo giovane si sta muovendo. Presso le Università pubbliche della città è attiva una raccolta firme da presentare al Comune e all’ATAC grazie all’iniziativa "Roma si muove senza gli studenti", e presto tramite alcuni banchetti che verranno posti nelle sedi dei tre atenei. Per provare a fermare il provvedimento esiste anche una petizione.

Occorre una forte sensibilizzazione anche in vista di probabili adeguamenti degli abbonamenti a tariffa intera legati all’aumento del prezzo del biglietto che ricordiamo da giugno salirà a 1,5 euro per 100 minuti di tragitto.

Ci sono famiglie con più di un figlio che usufruisce dei mezzi pubblici per recarsi a scuola o all’Università e questa ulteriore bastonata non è assolutamente tollerabile. Fino a ieri l'abbonamento costava 18 euro al mese. Per la fascia senza agevolazioni, un solo studente su un reddito familiare superiore ai 1500 euro mensili comporta già una spesa importante. Pagherà 250 euro all'anno. Chi invece potrà dimostrare un reddito inferiore ai 1500 euro dovrà comunque anticipare dai 130 ai 150 euro per ogni tessera annuale. La drastica differenza di 100 euro per chi dichiara pochi centesimi sopra l'aliquota massima e il ridicolo 10% di sconto progressivo dal secondo figlio in poi - che è valido solo per la fascia di reddito superiore - suonano come l'ennesimo provvedimento amministrativo fatto coi piedi. Immaginate chi ha 3 figli e l'obbligo di dover sborsare dai 450 ai 680 euro in un colpo solo.

In sostanza, al di là della mazzata sul costo del trasporto pubblico che colpirà anche anziani e disabili, tutto lascia pensare che per garantirsi i banchi di scuola del prossimo anno ognuno dei 230.000 studenti romani dovrà contribuire all'arricchimento istantaneo di 40 milioni per le banche di proprietà di multinazionali di beni e servizi, le stesse che gestiscono le tesorerie nazionali compresa quella del Comune di Roma.

E già perché dopo lo smantellamento della pubblica Banca d'Italia gli unici a gestire il regime fiscale diretto e indiretto sono le finanziarie collegate ai monopoli privati. Fra aumenti già certificati a 360° in particolare su acqua, elettricità, rifiuti e nuovo regime di imposizione IMU, il salasso per ogni nucleo familiare è cresciuto in un solo anno di 100 euro al mese, che al cambio per 22 milioni di famiglie fanno 26 miliardi di euro all'anno. Peccato se poi le casse domestiche finiscono in bancarotta. Bisogna salvare l'economia. Dei soliti noti.

L'aumento serve anche a pagare gli stipendi d'oro e l'enorme debito ATAC per poterla mettere in vendita. È la strategia delle false privatizzazioni che fa crescere i costi, peggiora i servizi e mette a rischio i posti di lavoro.

Al limite, l'aumento poteva servire per finanziare un miglioramento significativo del servizio tramite l'avvio di una riconversione progressiva in sistemi di trasporto intermodali ecologicamente sostenibili, come le infrastrutture intelligenti a costo zero di New York e Singapore, o come il ripristino della rete tranviaria. Se ne parla da oltre 20 anni. Gli stessi che non sono bastati a completare la metro C. Quella dei 500 milioni di euro a km mentre nel resto d'Europa le migliori linee ne costano al massimo 175. E le consegnano in 36 mesi, senza disagi per la città e i cittadini, altro che chiacchiere!

20 anni fa il biglietto costava 400 lire. Oggi sarebbero 20 centesimi di euro. Un aumento dell'800% a cui non è corrisposto nessun adeguamento del servizio. Stesse linee metro A e B. Stesso monopolio. Stessi politici. Non è cambiato nulla.

Anzi no. È peggiorato tutto.

Pubblicato in News dal Movimento

Lancio percorso di mobilitazione contro la scure del bilancio Alemanno in difesa della città, dell'acqua e dei beni comuni, dei servizi pubblici e della democrazia.

Lunedì 2 aprile, ore 16.00 in Piazza del Campidoglio, parallelamente al Consiglio Comunale, inizierà il percorso per la costruzione di una grande rete cittadina contro la svendita dei servizi pubblici locali di Roma, a partire dalla vendita di ACEA, in difesa dei beni comuni e della democrazia.
 
Una vasta coalizione sociale fatta di movimenti e realtà associative, partiti e sindacati, incontrerà la stampa per illustrare il percorso di mobilitazione coordinata che verrà portata avanti nella città di Roma nelle prossime settimane per fermare il piano di vendita dei servizi pubblici essenziali e più in generale per bloccare l'approvazione del bilancio del Comune di Roma.

Di seguito l'appello con le sigle che promuovono la mobilitazione:


Appello per la costruzione di una grande mobilitazione
contro la vendita di ACEA e della città di Roma,
in difesa dei beni comuni e della democrazia

Solo pochi mesi fa, una grande mobilitazione ha portato alla vittoria referendaria contro la privatizzazione dell’acqua e per la sua gestione pubblica e partecipativa. Con quel voto, 27 milioni di persone hanno inteso sottrarre alla gestione privata anche tutti i servizi pubblici locali, a partire dal trasporto pubblico e dalla gestione dei rifiuti.

La volontà popolare ha chiaramente indicato che i servizi pubblici locali non sono una merce, ma un diritto.

Oggi il Comune di Roma, in linea con le normative approvate dopo il voto referendario dal governo Berlusconi e dall’attuale governo Monti, si appresta a passare come un carro armato sulla volontà popolare.

Vuole infatti mettere in vendita un ulteriore 21% della propria quota in Acea SpA e si prepara a rendere effettivo un piano di privatizzazione e dismissione dei servizi pubblici della città di Roma.

Acqua, gestione dei rifiuti, trasporti, energia, cultura, servizi sociali: le basi per una cittadinanza effettiva, diritti inalienabili da garantire in modo universale, strumenti fondamentali per la riduzione delle diseguaglianze, saranno assoggettate alla pura logica del profitto e della rendita finanziaria.

Ci troviamo di fronte ad un attacco pesantissimo nei confronti della possibilità di costruire un modello di città equa, in cui anche le fasce a basso reddito abbiano accesso ad una buona qualità della vita.

Il piano di saccheggio predisposto da Alemanno è l’estremo tentativo di mettere le mani sulla città, rendendo ancor più drammatiche le condizioni sociali determinate dalla crisi economica. Se a questo si aggiungono il drastico taglio dei finanziamenti alle politiche sociali, contenuto nel prossimo bilancio, e lo svuotamento delle prerogative dei municipi, il quadro è ancora più chiaro: si tratta di una vera e propria aggressione ai diritti collettivi.

In nome di un debito di cui nessuno conosce entità e natura e la cui gestione commissariale è completamente sottratta al controllo democratico, si vuole “fare cassa”, attaccando la vocazione inclusiva e solidale della città.

Per questo occorre prendere parola e mobilitarci per fermare il piano di vendita dei servizi pubblici essenziali e rivendicare una gestione trasparente e partecipativa – attraverso l’ audit ˗ del debito pubblico del Comune di Roma.

La gestione pubblica dei servizi essenziali non va soltanto difesa, ma trasformata in senso democratico e partecipativo: sono i beni comuni la vera base democratica di una città e ai cittadini spetta il diritto e il compito di difenderli e partecipare alla loro gestione. Questo percorso deve iniziare con la ripubblicizzazione del Servizio Idrico di ACEA. La Cassa Depositi e Prestiti deve finanziare questo processo e non, come invece vuole il Governo, far confluire i risparmi dei cittadini nel processo di mercificazione dei loro stessi diritti attraverso l’ulteriore privatizzazione di ACEA e degli altri servizi pubblici. Sottrarre diritti ai cittadini utilizzando i loro stessi risparmi non può che essere definita una truffa di stato!

Non è possibile star fermi a guardare mentre viene calpestata senza alcun ritegno la volontà popolare: per questo chiamiamo tutte le persone e le realtà che hanno sostenuto la battaglia referendaria ad una urgente, forte e determinata mobilitazione cittadina.

SOSTENGONO:

Action-diritti in movimento, Alternativ@mente, Angelo Mai, Arci Solidarietà, Associazione Insieme per l’Aniene onlus, Astra19, A Sud, AteneinRivolta - Coordinamento nazionale dei collettivi, Attac Roma, Blocchi Precari Metropolitani, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Centro Interconfessionale per la Pace - Roma, Circolo del Partito della Rifondazione Comunista Maria Zevi, CNCA Lazio, Comitato Acqua Bene Comune Valle dell'Aniene, Comitato Aniene Roma IV e V Municipio, Comitato Roma 16 per i Beni Comuni, Comunisti Uniti Lazio, Confederazione Cobas, Consorzio Città dell'Altra Economia, Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, Coordinamento lavoratori/trici autoconvocat*, Coordinamento Romano Acqua Pubblica, CSOA Corto Circuito, CSOA AuroeMarco, CSOA La Strada, CSOA Sans Papiers, CSOA Spartaco, Esc-atelier autogestito, Federazione della Sinistra di Roma, Horus Project, Italia Nostra Castelli Romani, Legambiente Lazio, Link Roma, LOA Acrobax, Movimento Pensiero Meticcio, Movimento 5 Stelle Roma, Nuovo Cinema Palazzo, PD Esquilino, Rete della Conoscenza del Lazio, Rete Zero Waste Lazio, Rivolta il Debito, Roma Futura, Servizio Civile Internazionale, Sinistra Critica Roma, Sinistra Ecologia e Libertà Area Metropolitana di Roma, Spazio Sociale 32

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