Nel corso del 2012 abbiamo seguito da vicino l’evolversi delle condizioni di salute del parco del Pineto, promuovendo due giornate di pulizia straordinaria, il 25 febbraio e il 26 maggio, ed una festa, il 7 luglio. Abbiamo conosciuto tutte le associazioni interessare alla cura del parco, che hanno partecipato all’organizzazione della festa, e siamo andati a trovare il Commissario straordinario di RomaNatura, offrendo la nostra disponibilità a dare man forte nelle iniziative da organizzare. Al termine dell’estate, i problemi di sempre sono ancora presenti (rifiuti, prostituzione, violenza, incendi) ed, anzi, se ne aggiungono di nuovi.

Il primo. I rifiuti accumulatisi nell’erba cresciuta in primavera, sono stati sminuzzati in migliaia di pezzetti (come nella foto) quando è stato falciato il prato, poiché chi ha effettuato il “servizio” non ha avuto l’accortezza di utilizzare un raccoglitore per l’erba, e la spazzatura, tagliata. Il danno procurato dalla disattenzione di una sola persona nel corso di un’ora, il tempo necessario a svolgere il servizio, richiederebbe adesso lo sforzo di decine di persone, per intere giornate!
Proponiamo una soluzione semplice: invece di affidare a persone o ditte incompetenti questo tipo di servizio, sfruttare una risorsa preziosissima (e a costo zero) a disposizione del parco, i volontari. Decine di persone hanno partecipato, gratuitamente, alle giornate di pulizia: allo stesso modo potrebbero mantenere il decoro parco in maniera molto più efficace andando direttamente a prevenire l’origine del danno, dedicando il proprio volontariato al taglio dell’erba piuttosto che alla raccolta di milioni di pezzi di plastica. Per di più, ci sarebbe un risparmio in favore della Pubblica Amministrazione, a carico della quale rimarrebbe solo costo del noleggio della falciatrice.

Il secondo. Ogni sabato e ogni domenica pomeriggio decine di persone organizzano dei pic-nic nel parco e vanno via lasciando sul prato ogni tipo di rifiuto (plastica, carta, lattine). Essendo, di fatto, questi gruppi di frequentatori i maggiori utilizzatori del parco, è normale che siano essi i primi ad avere interesse nel suo buono stato. Probabilmente sensibilizzare queste persone ed aiutarle a sviluppare una cultura ecologica sarebbe molto più efficace che continuare “semplicemente” ad andare a pulire. Per questo motivo, invece di un evento di pulizia mattutina, nelle prossime settimane vorremmo promuovere un evento di educazione ambientale pomeridiana. Di fatto, più che un evento di “educazione” sarà uno scambio tra chi viene da culture dove bisogna imparare che una busta di plastica si biodegrada in 20 anni, una lattina in 500, una bottiglia di vetro in 1.000 e chi viene da culture dove bisogna imparare che passare un pomeriggio in un parco è più salutare che passarlo in casa davanti a una tv (o al pc) oppure in un centro commerciale davanti a una vetrina.
Pubblicato in XIV Municipio
Ci sono città nelle quali il sapiente modellamento originato dallo scorrere del tempo opera come la mano di un ispirato pittore, finendo per sfumarne i contorni con un alone di mistero che le rende terribilmente affascinanti.

Roma è innegabilmente una di queste, grazie alla meraviglia che suscitano i suoi magnifici palazzi, le sue splendide chiese, le sue eleganti fontane e i suoi vicoli più antichi... ogni pietra sembra raccontare una storia a sé, in un intreccio unico al mondo tra età classica, medievale, rinascimentale e barocca.

Purtroppo per noi le pietre delle opere più recenti evocano tutt’altro tipo di enigmi inspiegabili, decisamente più gretti e assai dolorosi per le nostre tasche di contribuenti.

Uno dei più grandi e al contempo dei più attuali affonda le sue origini in una scelta dell’allora sindaco Veltroni: concepita per cambiare per sempre il volto universitario dell’Urbe, destinata a fungere da nuovo polo delle discipline acquatiche (in vista dei campionati di nuoto del 2009) e poi sostenuta per concretizzare le ambizioni olimpiche mai sopite, la Città dello Sport doveva rappresentare il definitivo rilancio della Roma del terzo millennio.

Finora di record ne ha infranto uno solo: quello dello SPRECO. Se vi fossero competizioni internazionali anche per quello, sapremmo bene chi farebbe incetta di medaglie.

Tra importi di preventivi moltiplicatisi a dismisura di anno in anno, progetti rifatti ad un mese dall’approvazione definitiva, ampliamenti ulteriori aggiunti quando ormai era chiaro a tutti che non c’erano neanche i soldi per portare a termine quanto cominciato e mondiali infine svolti nel caro vecchio Foro Italico, proprio in quelle strutture di mezzo secolo fa (rattoppate in fretta e furia) che si puntava a rimpiazzare, le domande a cui i nostri amministratori dovrebbero dare una risposta sono tante. Troppe

Se desiderate ripercorrerle insieme a noi vi invitiamo a cliccare sul link sottostante:

==> Clicca qui se vuoi saperne di più:

Buona lettura... e buona indignazione.
Pubblicato in News dal Movimento
Venerdì, 01 Giugno 2012 11:15

Malagrotta, ennesimo ultimatum...

Dall’Ue due mesi per decidere su Malagrotta: “Minaccia a salute e ambiente”

L'Italia è stata ammonita dalla Commissione europea sulle discariche laziali: "Rifiuti non trattati adeguatamente prima di essere depositati nel centro di raccolta. Le autorità italiane hanno due mesi di tempo per conformarsi alle normative comunitarie".

“Le discariche che operano in violazione della normativa dell’Ue sui rifiuti costituiscono unaseria minaccia alla salute umana e all’ambiente”. Ammonizione dalla Commissione europea all’Italia sulle discariche laziali, con particolare riferimento a quella di Malagrotta(Roma), ritenuta non a norma perché contiene rifiuti che non sono stati trattati adeguatamente prima di essere depositati nel centro di raccolta. Le autorità italiane avranno quindi due mesi di tempo per conformarsi alle normative comunitarie sullo smaltimento dei rifiuti, passati i quali la Corte europea di Giustizia interverrà con un’ammenda. Nel documento diffuso oggi da Bruxelles si legge: “Vista l’interpretazione restrittiva della definizione di sufficiente pre-trattamento dei rifiuti da parte delle autorità italiane, la discarica di Malagrotta nella regione Lazio contiene rifiuti che non hanno subito il pretrattamento prescritto”.

Quello di Malagrotta non è l’unico sito di stoccaggio nel mirino dell’Unione europea che, nel richiamo, ha sottolineato che nel Lazio altre discariche potrebbero contenere rifiuti non conformi e quindi pericolosi perché, continua il testo della Commissione: ”Da un’indagine condotta da Bruxelles è infatti emerso che nella discarica di Malagrotta, e forse in altre discariche del Lazio, parte dei rifiuti vengono interrati senza essere prima trattati. Nel piano di gestione dei rifiuti per la regione Lazio adottato nel gennaio 2012 sono state riscontrate contraddizioni tra la capacità di trattamento meccanico-biologico nel Lazio e il quantitativo di rifiuti prodotto nella Regione”.

Poi dall’Unione europea forniscono anche dati precisi: “Il deficit di capacità ammonta a quasi 127mila tonnellate all’anno nella provincia di Latina, e a più di 1 milione di tonnellate in quella di Roma. Di conseguenza un rilevante quantitativo di rifiuti viene interrato senza subire un adeguato pretrattamento”. Secondo le autorità italiane, però, i rifiuti interrati a Malagrotta dovrebbero essere considerati come se avessero subito un pretrattamento, in quanto sono stati sminuzzati prima di essere interrati. Per Bruxelles però questo “non è sufficiente“, perché “occorre un trattamento meccanico-biologico dei rifiuti per stabilizzarne il contenuto organico, processo atto a ridurre il possibile inquinamento“. 

Oltre alla questione dello smaltimento rifiuti, dall’Unione ci inviano altri ammonimenti. La Commissione chiede all’Italia – con l’invio di un secondo avvertimento ufficiale – “di conformare entro due mesi la legislazione nazionale alle ultime norme in materia di equipaggiamento marittimo introdotte dalla normativa europea”. Anche in questo caso scaduti i termini la Commissione potrà adire la Corte di giustizia. L’ultimo richiamo riguarda il comparto difesa: Roma infatti non ha ancora recepito le norme europee relative al settore che avrebbero dovuto essere integrate, al più tardi, il 30 giugno del 2011. Se entro due mesi ciò non accadesse la Commissione potrà deferirle alla Corte di giustizia della Ue.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/31/ue-ci-richiama-sulla-discarica-di-malagrotta-seria-minaccia-alla-salute-umana-e/247532/

Pubblicato in XVI Municipio
Buona affluenza alla Biblioteca Elsa Morante dove nell’ultimo fine settimana si è tenuto l’incontro dell'Associazione Minerva Pelti Onlus. L’appuntamento dedicato all’informazione dei genitori e della cittadinanza sulle possibili cause dell'aumento di tumori infantili e leucemie. La sensibilizzazione dell’opinione pubblica su di un tema noto solo a chi per un modo o nell’altro é chiamato ad affrontarlo, é di fondamentale importanza. Alcuni attivisti del Movimento 5 Stelle di Ostia, in sintonia con l'opera svolta già dal movimento di Pomezia, hanno preso parte all’incontro con l’obiettivo di favorire l’informazione e la divulgazione delle notizie su temi poco trattati, ma totalmente da prendere in considerazione. Favorire il flusso delle informazioni e trovare modalità più adatte a instaurare importanti relazioni tra politica, attivismo civico e volontariato, ha sicuramente come obiettivo primario la partecipazione . Uno degli studi affrontati evidenzia come, nel nostro paese, il tumore colpisca oltre 2mila bambini con statistiche mondiali in crescita e differenze significative in Italia nel periodo 1988/2002 dove viene rilevato un aumento del 30% a fronte della media Europea (16,5%) e di quella U.S.A. (9%). Secondo l’O.M.S. Il 25% delle malattie sono dovute da cause ambientali, colpendo per un 30% nel mondo dell'infanzia, di cui un 40% sono bambini sotto i 5 anni. Mentre le istituzioni non sono in grado di fornire dati certi alcune statistiche arrivano da uno studio dell’Associazione in merito a casi di bambini curati presso il l’Ospedale Pediatrico del Bambin Gesù (Roma), i quali evidenziano come dal 2004 al 2009 il tasso di incidenza per milione sia passato dal 62,5 al 187,4, ovvero, il 30% in più della media nazionale.  

Riguardo altri possibili fattori di rischio, anche se l’Associazione precisa che non esistono studi certificati, la problematica sembra concentrarsi sui campi elettrici a bassa frequenza (linee elettriche, tralicci ecc..) che spesse volte passano d'avanti alle scuole o nei pressi dei parchi del territorio (Parco dello Stagno). Altri fattori potrebbero risiedere nell’elettro magnetismo della metropolitana (moltissimi casi sono stati associati a persone residenti nei pressi delle stazioni). Anche i ripetitori di telefonia mobile, i quali andrebbero monitorati con degli strumenti appositi, rientrano nelle possibili cause d'incidenza. Situazioni di possibile preoccupazione sono state evidenziate, come nei pressi di Torre San Michele (zona idroscalo) dove sembra ci sia un radio faro militare a servizio dell'aeroporto Leonardo Da Vinci. Altra trasmissione relativa, ma per l’utilizzo di ponti radio militari, dovrebbe trovarsi nei pressi del cimitero di Ostia Antica in servizio per la caserma della Guardia di Finanza. Presente anche una stazione radio (Fm) al centro di Ostia. Non trascurabile è l’uso dei pesticidi, concimi chimici e diserbanti, specialmente in presenza appezzamenti di manto erboso ad uso commerciale (prati pronti). Elementi di ulteriore preoccupazione sono stati evidenziati nell’uso di saponi antiparassitari. Fattori di rischio si individuano anche nei forni a microonde, nelle carni affumicate. Pensiamo che una politica di condotta cautelativa per quanto riguarda le decisioni politiche ed economiche sulla gestione delle questioni scientificamente controverse è necessaria. Prevenire è meglio che curare.

Puoi fare una donazione a:
IBAN: IT91B0200839103000401414948
Intestato a: Associazione MINERVA PELTI - Via del Ponte di Pantano 31/c 00132 ROMA
Causale: Erogazione liberale ad ente di volontariato.
Mercoledì, 21 Marzo 2012 19:37

Ostia: Gli alberi sono ancora a rischio!

Il comitato cittadino Sentinelle degli Alberi comunica che sebbene ci siano stati diversi incontri con le diverse figure istituzionali del municipio ad oggi ancora non è stato reso noto se il piano di taglio degli alberi sia stato annullato o quando inizieranno i lavori. Per quanto ne sappiamo, pare che sia tutto confermato. Per questo il comitato avvisa che nei giorni scorsi sono stati transennati gli alberi; a dire delle istituzioni – “per motivi di potatura“. Che sia una mossa per colpire a sorpresa? I cittadini non ci stanno e nei prossimi giorni si avvicenderanno nel controllo dell’operato affinché si tratti di effettiva potatura e non dell’abbattimento degli alberi.

LINK Sentinelle degli Alberi

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