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Giovedì, 09 Agosto 2012 22:58

Il metodo Repubblica - Uno dei 1000 modi per contrastare un MoVimento

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Un giornalista che esegue il metodo Un giornalista che esegue il metodo
Prima pagina di Repubblica.it, taglio alto, un aggiornamento dalle Olimpiadi di Londra: Grillo è un patacca! E le medaglie? E Bolt? No, quelli li trovi più in là...
Per certi giornali ogni notizia ha una lettura politica. Pardon, meglio dire “partitica”. Ogni notizia può essere usata, interpretata, contro il proprio avversario politico, dall'evento sportivo al caso di cronaca. In futuro, magari, anche le fotogallery su Pippa Middleton e su Lady Gaga (solo per citare alcune pagine solitamente presenti nella versione online del quotidiano che combatte le 'Veline', in difesa dell'immagine della donna).

Lo fanno quasi tutti, sia chiaro. Ma il quotidiano del gruppo di Carlo De Benedetti è un vero campione! Il fatto, l'approfondimento, il retroscena ci sono, ma non sono così importanti. Saranno lì, da qualche parte, in fondo all'articolo... L'importante è un bel titolo che dia il senso al testo. E per il quotidiano edito dalla tessera n.1 del PDmenoL il senso è, sempre più spesso, qualche complimento all'avversario politico più ostico.
Ma sì! Basta poco per svalutare il lavoro di migliaia di cittadini che, in buona fede e senza guadagnarci niente di materiale, vogliono fare politica dal basso! Perché non approfittarne?! Le gerarchie politiche alle quali hai consegnato il giornale ti saranno grate. I tuoi e-lettori, che condividono con te la fede e il tifo per il medesimo partito, saranno fidelizzati.

Vi spieghiamo, quindi, il metodo Repubblica. Il modo più facile per annientare la differenza tra giornale d'informazione e giornale di partito. E la differenza tra informazione e propaganda politica.
Si prende un post di un blogger che ha dato vita ad un MoVimento politico che crea disturbo sia al partito dell'editore sia al partito del suo acerrimo nemico, insieme al quale il primo è parte dell'attuale maggioranza di governo. Per esempio, un post in cui si osa esprimere un'opinione controversa. Lo si taglia, lo si ricuce e lo si presenta a pezzi decontestualizzati, trasformando una denuncia all'ipocrisia della retorica nazionalista in uno sfogo, senza capo né coda, contro sportivi che hanno la colpa di essere poco famosi. Poi, un intervistatore (con il sorrisino di chi, anche oggi, è riuscito a portarsi a casa la pagnotta e a lasciare in redazione un pezzo di dignità) mette in bocca all'idolo pagano di turno (meglio se donna e di origine straniera, fa più progressista) le parole giuste contro l'uomo giusto. Infine, dritto in prima pagina, taglio alto! Il titolo! Dell'intervista ad una donna che a 47 anni partecipa ad una finale olimpica rimane solo «Grillo? “È un patacca!”*». Il rispetto per la donna e per lo sport, lo trovi su Repubblica.it. Soprattutto durante le Olimpiadi... Se non ora, quando?

*Da precisare che la parola “patacca” è pronunciata dall'intervistatore, non dall'intervistata. Reinterpretato l'uso delle virgolette!
Letto 1837 volte Ultima modifica il Venerdì, 10 Agosto 2012 01:18

2 commenti

  • Link al commento Paolo Ferrara Sabato, 11 Agosto 2012 12:18 inviato da Paolo Ferrara

    L'olimpionica in questione è stata l 'assessore allo sport del comune di Ravenna per il partito democratico con continua a collaborare. Usando la vetrina olimpica per fini politici ridimensiona la persona. Il giornale in questione è carta da sedere. Carta in estinzione.

  • Link al commento paolo fogliati Venerdì, 10 Agosto 2012 12:21 inviato da paolo fogliati

    l'informazione è sempre di parte e mai trasparente o neutrale
    chi manipola la realtà sono i giornalisti e l'informazione veicolata per usi e consumi ...

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Commenti

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